22112017Headline:

Fiom: “L’unità sindacale? Serve tutti i giorni”

Carlo D'Ubaldo con G. B. Martinelli

Carlo D’Ubaldo con G. B. Martinelli

A leggerlo tutto d’un fiato sembra un bollettino di guerra. Soprattutto perché dietro ai numero ci sono persone spesso disperate, senza i mezzi per mantenere se stesse e la propria famiglia. Eccoli, i dati forniti dalla Fiom-Cgil: nel Viterbese, tra il 2008 ed il 2012 il tasso di disoccupazione giovanile è arrivato al 34.1%, quello generale al 13%, ben superiore alla percentuale del Lazio ( 10,8%) e dell’Italia ( 10,7%). Nel 2012 tra agricoltura, manifatturiero, commercio e ristorazione si è registrato un saldo negativo di 443 imprese. Nel solo settore delle costruzioni dal 2009 a oggi si sono persi circa 2600 posti di lavoro.

“Solo come Fiom – spiega il segretario Carlo D’Ubaldo – abbiamo registrato oltre alle migliaia di ore di cassa integrazione per il settore artigiano e delle piccole e medie imprese, anche la chiusura della cartiera di Tuscania con 23 lavoratori in mobilità”. Eppoi la Comal di Montalto di Castro (si occupa di realizzazioni impiantistiche per grandi complessi industriali) ha messo in mobilità 53 lavoratori su 104. “Il probabile spegnimento della centrale Volta – continua il sindacalista – coinvolgerà circa 140 dipendenti Enel e 40 lavoratori delle ditte subappaltatrici dell’indotto che lavorano alla sua manutenzione. Nella zona la truffa del fotovoltaico ha colpito circa 20 piccole aziende metalmeccaniche impegnate nella costruzione dei campi fotovoltaici (coinvolti circa 250 lavoratori) che hanno lavorato in subappalto, senza essere pagate, per multinazionali spagnole e olandesi”.

Di fronte a un simile quadro, la Fiom sottolinea che servono azioni concrete, come chiedono i lavoratori. “Oggi Cgil, Cisl e Uil – ricorda D’Ubaldo – affronteranno la calura del giugno romano per manifestare unitariamente a San Giovanni e spingere il Governo ad affrontare la crisi con più decisione e soprattutto con provvedimenti che abbiano il lavoro al centro della discussione. Chiederemo unitariamente più investimenti e una più equa redistribuzione del reddito di questo Paese”.

Bene, dice la Fiom, ma non basta. “Proprio perché noi ci teniamo all’unità sindacale, non possiamo pensare – sostiene – che basti portare tanta gente in piazza sabato perché questa unità sia compiutamente affermata. Serve ben altro”. Cosa? “Bisogna costruire piattaforme che non siano solo elenchi della spesa utilizzati in qualche iniziativa sindacale o elettorale. La piattaforma rivendicativa deve essere – conclude – costruita dal basso, discussa tra i lavoratori, condivisa unitariamente e soprattutto praticata fino al raggiungimento degli obiettivi”.

 

 

 

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