18122017Headline:

I rifiuti romani ancora a Casale Bussi

Paolo Equitani

Paolo Equitani

Il Commissario straordinario per l’emergenza rifiuti di Roma e provincia ha prorogato fino al 31 ottobre del 2013 l’efficacia del decreto governativo che stabilisce di conferire i rifiuti prodotti nella Capitale e nell’hinterland presso l’impianto di Casale Bussi in zona Teverina per la fase del trattamento meccanico e biologico. “Il Decreto – spiega l’assessore all’Ambiente Paolo Equitani – è stato prorogato alle identiche condizioni già stabilite a gennaio. I rifiuti di Roma saranno conferiti presso l’impianto di preselezione di Casale Bussi per essere sottoposti alla fase del trattamento. Una volta terminata questa fase torneranno sul territorio della provincia di Roma per essere smaltiti. Questo è un punto fermo che abbiamo sempre rivendicato e che siamo tornati a ribadire anche nelle scorse settimane a fronte della richiesta di proroga avanzata dall’Ama al commissario governativo. Siamo solidali con i cittadini romani alle prese con l’emergenza – prosegue l’assessore – ma, come abbiamo sostenuto fin dall’inizio, la Provincia di Viterbo può farsi carico, soltanto ed esclusivamente, di garantire il trattamento dei rifiuti, dichiarandosi indisponibile per ciò che riguarda lo smaltimento in discarica”.

Già ad inizio anno, quando il Governo Monti manifestò l’intenzione di risolvere l’emergenza rifiuti a Roma e provincia utilizzando tutti gli impianti del Lazio, il presidente Marcello Meroi e l’assessore Equitani, scontrandosi frontalmente con l’ex ministro Corrado Clini, si opposero all’utilizzo della discarica di Monterazzano, già appesantita dai rifiuti conferiti dai Comuni della Provincia di Rieti. Ora, ottenuta la proroga sulla base degli accordi presi con il commissario a gennaio, la Provincia continuerà a svolgere un controllo accurato, come fatto fino ad oggi, sulle quantità conferite a Casale Bussi e soprattutto sull’osservanza delle prescrizioni stabilite dal Decreto.

“Il trattamento dei rifiuti romani non causerà impatti ambientali al territorio. Tuttavia – conclude Equitani – ci auguriamo che la nostra disponibilità venga ripagata, magari con una qualche compensazione di tipo economico che possa consentirci di risistemare le arterie stradali provinciali gravate dal transito dei mezzi pesanti”.

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