23112017Headline:

Una bufala chiamata restituzione dell’Imu

Marini: per essere rieletto le prova proprie tutte

Marini: per essere rieletto le prova proprie tutte

Se è vero che in guerra e in amore tutto è permesso, figuriamoci in politica. E figuriamoci in campagna elettorale, quando c’è un candidato in vantaggio di 10 punti percentuali e un altro che deve recuperare il gap a tutti i costi. Sicché, l’altro giorno il sindaco uscente, nonché candidato in netto svantaggio, Giulio Marini ha convocato una bella conferenza stampa in pompa magna per annunciare di aver deliberato che il Comune restituirà una parte di Imu alle famiglie più indigenti. Probabilmente glielo deve aver suggerito Silvio Berlusconi in persona di giocarsi questa carta, visto che con la promessa della restituzione dell’Imu (messa ovviamente nel cassetto subito dopo il voto) il re del Bunga Bunga è riuscito a recuperare un sacco di consensi.

Marini dunque, ci ha provato. Ma, si sa, che le copie riescono quasi sempre peggio dell’originale. E la ciambella di Marini è venuta senza buco.

Il perché è presto detto, giacché basta leggere due passi della delibera, sulla cui regolarità tecnica e contabile ha espresso parere favorevole il dirigente responsabile Stefano Quintarelli (bontà sua), per avere chiaro in testa che quel provvedimento è solo una bella presa per i fondelli per il cittadino-elettore.

Primo passo (testuale): “la presente proposta di deliberazione non necessita di copertura finanziaria in quanto trattasi di un mero atto di indirizzo politico programmatico”. Secondo passo (ari-testuale): “si dà atto che, qualora da parte del consiglio comunale non vengano stanziate le necessarie risorse finanziarie sul bilancio di previsione 2013 del comune di Viterbo, non si procederà ad alcuna restituzione”.

Avete capito bene? Per i più duri di comprendonio la spiegazione è questa: il provvedimento è solo una proposta (paracula) della giunta basata sul nulla, perché per restituire i soldi ai cittadini non c’è un centesimo disponibile; la delibera potrebbe concretizzarsi solo quando sarà stato stilato il bilancio di previsione 2013 che dovrà essere approvato (se sarà approvato) dal prossimo consiglio comunale (perché domenica si vota). Tutto chiaro, adesso?

Alvaro (Ricci), sempre più corsaro

Alvaro (Ricci), sempre più corsaro

Chi le idee ce le ha ben chiare in zucca è il corsaro Alvaro (Ricci), che quando ha letto la cartuccella è saltato sulla sedia e ha subito acceso la miccia del suo bombardino. “Ma come si può scendere – ha urlato – a livelli così bassi? Come si può prendere per il culo la gente, soprattutto i più bisognosi, per accaparrarsi qualche voto in più? Quel provvedimento non ha alcun presupposto giuridico, giacché gli atti di indirizzo li delibera il consiglio comunale e la giunta li deve recepire. Qui è stato fatto il contrario. E poi, c’è una circolare del prefetto, dell’11 aprile scorso, che vieta alle pubbliche amministrazioni di fare propaganda durante la campagna elettorale. E questa cos’è, secondo voi?”

Ricci è un fiume in piena e ricorda che l’Imu si sarebbe potuta abbassare se nel 2012 fosse stato accolto un emendamento del Pd che proponeva la verifica delle rendite catastali di tutti gli immobili cittadini. “A Roma Alemanno l’ha fatto – prosegue Ricci – e non cito uno che sta dalla mia parte. Ma lo sapete che a Viterbo ci sono ben 1.611 appartamenti accatastati come A5? Sapete che vuol dire? Che non hanno il bagno. Ora, ve l’immaginate a Viterbo 1.611 case senza gabinetto? Il problema è che il censimento catastale risale al 1939 e non è stato mai rinnovato. Perché faceva comodo non rinnovarlo. Ma l’aggiornamento avrebbe fruttato al Comune un milione di euro in più, e quindi si sarebbe potuta abbassare l’aliquota per tutti”.

Tra l’altro, Marini e la sua giunta potrebbero anche inciampare nel Dpr numero 361 del 30 marzo 1957, che vieta “a chiunque, nella settimana che precede le elezioni, di effettuare elargizioni in denaro, generi commestibili, oggetti di vestiario o altri donativi a qualsiasi titolo”, prevedendo addirittura la reclusione da tre a cinque anni.

“Da Marini – conclude Alvaro il corsaro – questa proprio non me l’aspettavo. Ha fatto come il mitico Achille Lauro, che regalava la scarpa destra prima delle elezioni e quella sinistra dopo, essendosi assicurato di aver ricevuto il voto”.

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339   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Almeno Achille Lauro i soldi per acquistare le scarpe li tirava fuori di tasca sua. L’ex autista di Perugi e sindaco (ancora per pochissimo) pro tempore invece fa il gioco delle tre carte con i soldi degli stessi cittadini. Quando si dice non conoscere la vergogna. Si faccia dare qualche lezione di faccia di c. da Filippo Rossi da Trieste, please!

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