23092017Headline:

Lealtà al sindaco, senza svendere i valori

Francesco Serra e Leonardo Michelini

Francesco Serra e Leonardo Michelini

Lealtà e dignità. Toni bassi perché l’amministrazione di centrosinistra deve marciare unita, ma nessuna svendita dei valori fin qui portati avanti a prezzo di grandi sacrifici. Signori, ecco a voi Francesco Serra, il consigliere comunale più votato dai viterbesi (ha sfiorato le 900 preferenze), che ieri pomeriggio ha riunito le sue truppe renziane nella sede del Pd per fare il punto della situazione.

In un mix di sentimenti contrastanti, di emozioni contrapposte, di pensieri antitetici Serra ha sottolineato ai suoi che comunque la barra del timone va tenuta dritta, anche se non ha nascosto la sua delusione e la sua amarezza per ciò che doveva essere e non è stato. “Non tanto per me – ha ripetuto più volte – quanto per l’area che rappresento e per la gente che mi ha votato. Io volevo fare il sindaco, ma ho perso le primarie. Avrei anche rinunciato a candidarmi, essendo comunque arrivato al terzo mandato, se i maggiorenti del partito non fossero venuti a casa mia per propormi di fare il capolista. Ho risposto: obbedisco. Poi, dopo la vittoria, sono accadute cose che mi sono piaciute poco”.

Come l’allargamento della giunta da sei a otto assessori, giustificata da Michelini con l’abbondanza di deleghe da distribuire e conseguentemente di cose da fare. “La mia interpretazione – ha detto Serra – è che invece bisognava far quadrare i conti sia all’interno del Pd che nella lista Oltre le mura. Nella prima ipotesi sarebbero rimasti fuori dall’esecutivo Fabrizio Fersini, che fa riferimento a Panunzi, e una tra Raffaela Saraconi e Alessandra Zucchi. Così invece – conclude Serra – i conti sono tornati alla perfezione. Il prfoblema è che da renziano io auspicavo di avere i voti dagli elettori del centrodestra, non gli assessori provenienti dal centrodestra”.

E il suo assessorato? Quello allo sviluppo economico offertogli dal sindaco e da lui rifiutato? “Avevo chiesto tempo e avrei gradito una consultazione sulle deleghe. Tra l’altro, io personalmente sarei stato molto più adatto per i servizi sociali. Ma il problema non è questo. Il problema è che qualcuno che rappresenti un’area che ha riscosso molti consensi  ci debba essere. Invece mi sono ritrovato nominato a mia insaputa. E ho rifiutato. Anche perché non ho avuto molte remore nel farlo. Certo, sarei stato molto più in difficoltà a rifiutare se mi fosse stata offerta la carica di vice sindaco. Ma così non è stato e quindi è stato tutto più facile”.

E adesso che succede? Serra dà una notizia. “Con Michelini c’è stato un colloquio cordiale. L’assessore allo Sviluppo economico sarà individuato in una persona dell’area cui faccio riferimento (“E non sarà Sandro Mancinelli” ci tiene a precisare). Penso a un esterno, a un imprenditore, magari che graviti nell’area del Poggino, visto che l’area artigianale è stata uno dei cavalli di battaglia di Michelini in questa campagna elettorale. Il sindaco mi ha detto di essere d’accordo”.

Bene. Tutto risolto dunque? Per il momento sì. Ma all’orizzonte ci sono nuove spine che potrebbero pungere:  c’è da eleggere il presidente del consiglio comunale, poi il capogruppo del Pd. Pensate veramente che sia finita?

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29   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Dentro Serra e fuori Filippo Rossi da Trieste e i suoi ridicoli scherani. Così si fa il bene di Viterbo, caro Michelini.

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