25112017Headline:

“Meroi”: “La riscossione torni al Comune”

Marcello Meroi coi dipendenti di Esattorie Spa

Marcello Meroi coi dipendenti di Esattorie Spa

Al momento sono in ferie forzate, ma dall’inizio del prossimo mese potrebbero anche restare senza lavoro. Sono i 38 dipendenti viterbesi di Esattorie spa, vittime della situazione critica, molto critica, della azienda, e che come se non bastasse debbono ancora ricevere tre stipendi più la quattordicesima. Come risolvere il problema? Anzi: come risolvere i problemi? Già, perché oltre alla concreta possibilità di vedere 38 lavoratori a spasso, resta anche aperta la questione di come garantire il funzionamento del meccanismo di riscossione. Che non può certo arenarsi, né subire troppi ritardi, visto che poi le tasse vanno assorbite e ridistribuite secondo i flussi previsti.

Uno che prova a indicare la strada è il presidente della Provincia Marcello Meroi, che a metà settimana ha incontrato i rappresentanti sindacali e non dei lavoratori di Esattorie e che si concentra sia sulla situazione dei lavoratori, sia sul rischio di interruzione di pubblico servizio: “Potrebbero raffigurarsi aspetti giuridico amministrativi di grande rilevanza e responsabilità, quindi serve una soluzione immediata. Ecco che quindi scriverò una lettera al prefetto, per chiedere che sia garantito il servizio. Penso per esempio agli enti della stessa Provincia che debbono ricevere una parte della Tarsu dal Comune”.

E infatti nella lettera al prefetto Scolamiero, Meroi scrive che “la riscossione dei tributi prevede precise ed inderogabili scadenze, procedure stringenti, obblighi connessi al decorso di termini non prorogabili. La collocazione in ferie dei dipendenti, già anomala nei metodi e nelle forme seguite, pare possa infatti preludere ad una definitiva chiusura del servizio che Esattorie spa motiverebbe con interpretazioni legislative certamente non conformi all’obbligo di persistenza di un pubblico servizio”.

Ma lo stesso presidente propone una soluzione concreta ai problemi, specie se l’intervento del prefetto non riuscisse, per cause di forza maggiore, a dirimere la questione. Stavolta Meroi, raccogliendo le istanze anche dei rappresentanti della stessa Spa (che comunque ha promesso allo stesso presidente una relazione sull’effettivo stato di salute aziendale entro il 22 giugno), si rivolge al sindaco Michelini: “Al Comune e al primo cittadino chiedo di prendere in considerazione la possibilità di riportare il servizio di riscossione in house all’ente. A Isernia, dove esattorie Spa ha gravi problematiche, è stato fatto, credo che la stesa cosa possa essere realizzata anche a Viterbo. In questo modo garantirebbe sia il posto fisso ai lavoratori, sia l’espletamento di un servizio pubblico fondamentale che non può venire meno”. Salvare capra (lavoratori) e cavoli (le tasse) insomma, e nel minor tempo possibile: funzionerà?

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