22022018Headline:

Per Filippo si può anche mentire agli elettori

Filippo Rossi, con licenza di mentire

Filippo Rossi, con licenza di mentire

“Avevamo detto che non ci saremmo accordati con nessuno? E’ normale, eravamo in campagna elettorale, dovevamo prendere voti per noi. Giocavamo per vincere, non potevamo dire altro”. Ma allora poteva dircelo subito, il sor Filippo Rossi. Avrebbe potuto far mettere un asterisco, una riga piccola come in certi contrati ambigui. Avrebbe potuto incrociare le dita mentre assicurava, prometteva e giurava che la sua Viva Viterbo non sarebbe scesa a patti con nessuno. Invece ha aspettato fino a ieri, quando ha concesso l’originalissima riflessione – etica, morale, politica e filosofica – ai microfoni degli Sbottonati, trasmissione di Radioverde.

Dunque, sfrondando la dichiarazione radiofonica dagli orpelli e dai giochetti linguistici si può anche riassumere il concetto rossiano (e non rossiniano) in qualcosa del genere: “In campagna elettorale tutto è ammesso, bugie comprese”. Perché non si spiega altrimenti le affermazioni tipo “Non potevamo dire altro”. Figuriamoci le verità. Eppure i sondaggi che piazzavano il movimento Viva Viterbo tra il terzo e il quarto posto (in lotta con il Movimento cinque stelle, poi crollato in vista del traguardo) erano noti anche a Rossi, che li avrà pure letti sulla stampa locale. Che Viva Viterbo non avesse chances di vincere al primo turno e  neanche di andare al ballottaggio era chiaro da un pezzo, persino senza percentuali: bastava conoscere la città e i viterbesi e di conseguenza fare due conti. Eppure Rossi si è guardato bene dall’avvertire i suoi della realtà delle cose, come fanno certi allenatori che s’inventano “altri dieci minuti da giocare”, per dare speranze ai loro giocatori. Quando invece di minuti alla fine ne mancano due o tre. Un trucchetto di psicologia spiccia, o peggio da “motivatore”, quel ruolo che oggi va tanto di moda anche se non si capisce a cosa serva.

Sulla scelta di appoggiare alla fine Michelini (ma senza apparentamento), Rossi ha poi spiegato: “Sono per l’alternanza. Marini non si può votare.. Le critiche a Marini sono amministrative, su come ha governato male. Quelle a Michelini, che rimangono, sono politiche. Ma tra i due dobbiamo scegliere e preferiamo vedere come governerà Michelini, perché Marini sappiamo già che ha fallito e chi lo vota è un masochista”. Chi ha appoggiato Viva Viterbo, invece, deve vivere evidentemente nel paradiso terrestre, se, come dice Rossi “non c’è nessuna spaccatura, su 32 candidati e circa 100 attivisti, alcuni hanno idee diverse rispetto alla decisione politica, ma questo è normale”. Già, normalissimo: vuoi vedere che questo Movimento civico, nato da appena due mesi, ha già trovato il tempo per dividersi in mille rivoli,  mille correnti, come la Democrazia cristiana? Peccato che allora la Dc non avesse un grande, unico capo, mentre oggi Viva Viterbo ne ha addirittura due (Pepponi o Rossi). O forse uno solo. Indovinate quale?

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16   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    I suoi maestri di vita e di stile Scajola e Fini non avrebbero saputo dire e fare meglio. ‘A Matteù, pija e porta a casa!

  2. Giorgio Molino scrive:

    Vai Matteù, para il cofano. E para pure quarcosartro…

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