24112017Headline:

Quelli che… rosicano (Rossi di rabbia)

Filippo Rossi

Filippo Rossi

Rossi (ma forse anche viola) di rabbia. Sono quelli del Pdl e di tutte le liste che appoggiano al ballottaggio Giulio Marini, comprese le ultime arrivate post apparentamento. Indovinate di chi parlanoin un loro comunicato al cianuro? Massì, basta leggere il titolo, anche se leggermente fuorviante: “Riflessioni su Filippo Rossi”. Ma quali riflessioni? Questo è un attacco sparato al leader di Viva Viterbo, la lista usa e getta. Sì, quella che dopo aver incassato il 12 per cento (più spicci) al primo turno delle comunali è andata in frantumi, non senza rumore, al momento di prendere delle decisioni su chi appoggiare al ballottaggio. E visto che i filippini – non certo su impulso del loro capo manifesto quanto per decisione del loro ispiratore occulto Roberto Pepponi – alla fine hanno scelto il centrosinistra e Michelini, ecco che da destra sono partite le palle. Naturalmente incatenate.

Passi scelti dal comunicato: “Che Filippo Rossi potesse decidere di sottoscrivere un apparentamento con il centrodestra in realtà noi non lo abbiamo mai creduto davvero possibile, semplicemente perché l’ormai defunta lista Viva Viterbo, alla faccia e in barba a chi sinceramente ci ha creduto, è un movimento nato da un’idea del centrosinistra e dello stesso Rossi per sostenere al ballottaggio Leonardo Michelini”. Insomma, la vecchia teoria del complotto, rispolverata all’occorrenza e che già ha trovato consenso anche su queste colonne.

Ancora: “Senza curarsi della reale possibilità di partecipare ad un progetto vero di rinnovamento e di sviluppo della città, Filippo Rossi ha venduto la sua gente, i suoi candidati e il suo elettorato per perseguire un duplice obiettivo personale, che si realizzerà però solo se Michelini vincerà le elezioni. In primo luogo, Filippo Rossi vuole fare l’assessore alla Cultura, traguardo inseguito dai tempi in cui lo sponsorizzava quell’altro grande esempio di coerenza che risponde al nome di Gianfranco Fini”. Già, quando si fece raccomandare proprio dall’ex presidente della Camera all’allora sindaco Gabbianelli. Se Martin per un punto perse la cappa, Rossi per un assessorato perse la faccia. Ma chissà che non potesse strappare la stessa poltrona anche appoggiando Marini: questo è un interrogativo legittimo, sul quale però nel comunicato si glissa abilmente.

Ma l’attacco di Pdl e soci non finisce certo qui: è una manovra avvolgente, come quelle che piacevano a Napoleone o se volete a Pep Guardiola: “Se Michelini vincerà le elezioni Filippo Rossi potrebbe volersi occupare personalmente da dentro la giunta di Caffeina e della Fondazione Caffeina, il cui presidente e uno dei maggiori sponsor è proprio il figlio maggiore di quel Roberto Pepponi regista delle operazioni rossiane. Per inciso, l’altro figlio di Pepponi si è candidato proprio nella lista di Rossi e anche per lui è già pronto un posto nella eventuale giunta Michelini, ma stavolta in quota Sposetti. Quando si dicono le coincidenze”. Che però proprio dal centrodestra si venga a paventare un conflitto d’interesse appare quantomeno buffo. Se non ridicolo. Se non autolesionistico. Ma passiamo oltre.

“Almeno ora che ha fatto outing in favore di Michelini, tuttavia, il “fasciocomunista” potrà smetterla di rinnegare anche l’amico finiano Potito Salatto. Si ritroveranno magari tutti insieme, anche con i “nuovi” Ugo Sposetti, Nando Gigli e Peppino Fioroni. Quelli di cui Filippo Rossi non più tardi di una settimana fa aveva detto “mai insieme a loro” e con i quali invece fra qualche giorno tenterà l’assalto al Comune di Viterbo”.  Due cose. Primo: non si dice outing ma “coming out”. E passi. Secondo: se è per questo Rossi aveva detto anche “mai insieme a Marini”. Se avesse fatto la scelta opposta, sarebbe cambiato poco o nulla. E magari nel Pdl sarebbero stati molto meno arrabbiati, e un comunicato del genere sarebbe stato composto dal centrosinistra. Ma è solo un ragionamento per assurdo, visto che la storia ha seguito il suo corso. Perciò stiano tranquilli i sostenitori di Marini: non tacciano Rossi di “tradimento” (anche se la tentazione di paragonarlo a Fini è indubbiamente irresistibile). Uno come Rossi, a volte, è meglio regalarlo agli avversari.

“Chissà, però, che Rossi, preso dall’obbedienza incondizionata (o invece proprio condizionata, da Caffeina e dai suoi interessi) non abbia stavolta sottovalutato l’intelligenza dei viterbesi? – si domandano i mariniani – Se lo hanno mollato Antoniozzi e molti dei suoi, ora che ha gettato la maschera, chissà che non lo mollino anche i cittadini”. Vi conviene sperarci, per vincere le elezioni e per rosicare un po’ meno.

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27   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    La mano di chi ha vergato il comunicato è facilmente riconoscibile. E’ la stessa mano di chi, quando spadroneggiava al Ministero della Gioventù, ha riempito di soldi Filippo Rossi da Trieste, Andrea Baffo da Marini e la loro nauseabonda Caffeina. La mano di un apprendista stregone che solo ora si accorge di essere stato un bel cojone (che fa pure rima con rosicone).

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