23092017Headline:

Ucci, ucci, è indigesto ‘sto Santucci

Giammaria Santucci

Giammaria Santucci

Passata la festa, gabbato lo santo. Che, riveduto e corretto, si può anche declinare: passate le elezioni ecco quello delle faide interne. Che in genere riguardano i perdenti. Ma non è detto, giacché – come nel caso che ci interessa – possono generarsi anche tra i vincenti quando i pruriti (spesso personali) diventano più o meno incontrollabili.

Tempo di faide, dunque. Soprattutto all’interno di quel che resta dell’Udc viterbese, dove ormai l’uomo più preso di mira è quel Giammaria Santucci che, da eterno astro nascente s’è ormai definitivamente trasformato in meteora precipitante. La sua presenza come assessore a palazzo Gentili era ormai diventata indigesta soprattutto per quelli del suo partito (il sindaco di Bagnoregio Francesco Bigiotti in testa) che non hanno condiviso le sue scelte elettorali alle recenti elezioni per palazzo dei Priori. Bigiotti l’aveva messa giù proprio dura: «Giammaria come assessore è stato pessimo. Se ne deve andare: o lui o noi», mettendo in difficoltà anche il presidente Marcello Meroi, che vedeva in queste fibrillazioni un ulteriore danno alla sua immagine e a quella del suo esecutivo, che certo non brilla per operatività. «Non sono disponibile a giochi al massacro – aveva tuonato col suo piglio arcigno – o a noiose liturgie a base di veti, volti a paralizzare la mia attività. Spero che anche la mia maggioranza sia della stessa opinione, altrimenti..».

Già, altrimenti? Meroi è uno che abbaia ma non morde, anche perché è perfettamente cosciente che palazzo Gentili è l’unico fortino del centrodestra rimasto in piedi, dopo l’invasione degli pseudo-comunisti a palazzo dei Priori e in Regione. Ma la sua pressione sanguigna era aumentata a dismisura.

La via d’uscita però, gliel’ha proposta proprio lo stesso Santucci, intenzionato a vestire i panni del Buon Samaritano, togliendosi il mantello e donandolo al povero Paolo Barbieri. Uno che i voti ce l’aveva di suo, ma è rimasto a piedi (è il primo dei non eletti in Comune) proprio per aver voluto seguire l’ex enfant prodige nella sciagurata avventura di FondAzione. Santucci dunque s’è detto disposto a dimettersi a patto che Barbieri lo avesse sostituito nel ruolo di assessore provinciale ai lavori pubblici. E questo è bastato per placare l’ira funesta di Bigiotti, Casini e compagnia cantante, tant’è che proprio ieri sera è stato fumato il calumet della pace. Una sola domanda: quanto durerà?

Mario Quintarelli

Mario Quintarelli

Sull’altra sponda uno che sprizza cianuro da tutti i pori è Mario Quintarelli, consigliere di lungo corso a palazzo dei Priori, di cui – nella scorsa legislatura – nessuno s’è mai accorto quando fosse presente o assente. Bene. Con l’inizio della nuova legislatura il funzionario della Asl s’è improvvisamente risvegliato dall’atavico torpore quinquennale  e se l’è presa col sindaco: “Michelini – ha detto nel corso di un’intervista radiofonica – deve coinvolgere tutti i consiglieri nelle decisioni. Questo non è avvenuto per la nomina del presidente e vicepresidente del consiglio e quindi ho votato scheda bianca, dichiarandolo pubblicamente. Ho la sensazione che Michelini voglia gestire la pubblica amministrazione  come se fosse la sua azienda. Lui è il sindaco e ha diritto di fare le sue scelte, io da consigliere ho diritto di condividerle o meno”. La realtà è ovviamente più complessa e non estranea all’atteggiamento di Quintarelli potrebbe essere la delusione di non essere stato preso in considerazione per la nomina di ottavo assessore – quella rifiutata da Serra – che a lui sarebbe tanto piaciuto avere.

Ma qui il problema sembra di più facile soluzione, non avendo il funzionario Asl seguito alcuno all’interno della maggioranza. Tra l’altro il sindaco Michelini, proprio nel corso della prima seduta del consiglio comunale, nei suoi confronti è stato chiarissimo: “I consiglieri non hanno vincolo di mandato. Quindi possono fare ciò che meglio credono”. Come dire: non è obbligatorio rimanere nei ranghi.

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29   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Santucci e Quintarelli, due giganti della politica. Dicono loro di sé stessi.

  2. Giorgio Molino scrive:

    E comunque anche Barbieri è un gigante della politica, una sorta di Renato Brunetta in versione viterbicola. Largo ai giganti, ordunque!

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