25112017Headline:

Comune e Provincia, che manicomio!

merloSettimana horribilis (si fa per dire) in terra di Tuscia, dominata da due vicende che hanno scosso le principali istituzioni locali, nonché tanti protagonisti e comprimari del teatrino della politica viterbese che riesce, invero senza fatica, a scivolare sempre più nell’avanspettacolo.

A palazzo dei Priori, sede del Comune, è stato scritto un noir all’amatriciana sulla presunta incompatibilità di tre consiglieri del Pd (Francesco Serra, Patrizia Frittelli, Mario Quintarelli), il cui status di dirigenti Asl sarebbe in contrasto con le disposizioni del decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39,  noto come decreto anticorruzione.

Qualcuno l’ha rubricata sotto la voce “faida all’interno del Pd”, che forse non è vero, ma è verosimile. Il caso, infatti,  è scaturito dalla lettera-esposto della  sorella di uno dei primi non eletti: Aldo Bellocchio, detto il pendolare della Sala d’Ercole, considerato che negli ultimi lustri è riuscito a passare da destra a sinistra passando per il centro, più che  convinto che solo gli imbecilli non cambiano mai opinione.

E a palazzo Gentili, sede della Provincia, cosa succede? Nulla, o meglio di tutto di più. Nel senso che Meroi& C., consci che la cancellazione dell’istituzione, pur affidata a un decreto legge costituzionale, avverrà nell’anno del mai, si divertono con il gioco delle quattro poltrone.

A dar retta alle notizie di baldi cronisti in servizio sugli organi cartacei o digitali, il rimpasto finirà due a due, nel senso che due assessori saranno targati Udc e due Fratelli d’Italia (trattasi di quella formazione che aveva giurato e spergiurato che apriva la crisi solo per dare una scossa all’attività dell’ente, giammai per ottenere scranni di sorta).

Per il posto di presidente del Consiglio, in sostituzione del dimissionario Piero Camilli, scalpita invece Francesco Bigiotti (Udc), sindaco di Bagnoregio, per una sola ragione: poter scrivere sul biglietto da visita, accanto al suo nome, il titolo di “Uno e bino”, consapevole che non ci vorrà niente a definirsi “uno e trino” visto che tosto gli capiterà a tiro un’ulteriore, anche di quelli inutili che non vanno mai rifiutate perché è sempre meglio che andare a lavorare.

Insomma e per finire: la settimana orribile sinteticamente descritta conferma per l’ennesima volta una grande verità che il grande Totò, scomparso nel 1967,  espresse ovviamente prima dell’entrata in vigore della legge Basaglia (la 180 del 13 maggio 1978) che decretò la chiusura degli ospedali psichiatrici: “di tanto in tanto – annotava il principe De Curtis –  un po’ di manicomio non farebbe male a nessuno”. 

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