23112017Headline:

Dall’Expò di Milano a palazzo Papale

Palazzo PapaleViterbo nel circuito turistico nazionale legato all’Expò 2015 in programma fra due anni a Milano? Per ora è solo una possibilità, ma se ne saprà di più tra qualche giorno quando il sindaco Leonardo Michelini – accompagnato dall’onnipresente Beppe Fioroni, ormai immedesimatosi nel ruolo di deputato al servizio del suo territorio – avrà incontrato il commissario unico dell’ente Giuseppe Sala per illustrargli i progetti che la città vuole mettere a punto in vista dell’appuntamento di carattere mondiale.

Progetti che sono stati messi a punto ieri l’altro durante un’altra missione romana, portata a termine dai soliti Fioroni e Michelini (cui s’è accodato anche Alessandro Mazzoli) negli uffici di Massimo Bray, ministro per i Beni culturali e che puntano sul connubio cultura-enogastronomia per tentare di convogliare nella Tuscia una parte di quei 22 milioni di turisti che si prevede invaderanno l’Italia da maggio a ottobre 2015, in occasione dell’Expò internazionale lombarda.

Un disegno ambizioso ma non impossibile, che prevede, oltre alla valorizzazione della via Francigena, la realizzazione di un percorso fluviale tra le necropoli di Castel d’Asso e di Norchia, due autentici gioielli viterbesi. Necropoli che – per chi non ne fosse al corrente – sono unite dal prolungamento dell’Urcionio e da una derivazione del torrente Biedano. A tutto questo dovrebbe aggiungersi la realizzazione del Museo del Conclave, in modo da mettere sul piatto un percorso di carattere turistico-religioso che permetterebbe l’accesso ai fondi europei. Particolare tutt’altro che trascurabile: nella testa del sindaco di Viterbo c’è la possibilità che a organizzare il tutto siano i ricercatori della facoltà di beni culturali dell’università della Tuscia. Il progetto darebbe modo di rivitalizzare, tra l’altro, aree di grande interesse storico e culturale che purtroppo da anni giacciono nell’abbandono più totale e che di tanto in tanto salgono agli onori della cronaca solo perché diventano ricettacoli di rifiuti di ogni tipo. Il ministro, che ha detto di conoscere e apprezzare le bellezze del capoluogo della Tuscia, attende ora che i progetti vengano elaborati sul territorio per poi renderli operativi.

Comunque sia, in attesa dei grandi progetti, ce n’è un altro che potrebbe vedere la luce molto presto, ovverosia il prossimo settembre, in concomitanza con le festività di Santa Rosa. Si tratta di una mostra che dovrebbe raccogliere i dipinti di Sebastiano Del Piombo e di altri pittori della scuola viterbese. Sarebbe un modo per recuperare ed esporre al pubblico le opere del pittore viterbese, attualmente conservate negli scantinati del Museo civico del capoluogo, chiuso dopo il parziale crollo di un’ala. Un primo passo per porre all’attenzione del pubblico Viterbo come città d’arte e di cultura. E la mostra avrebbe, come sede più che appropriata, ovviamente il palazzo Papale.

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