15122017Headline:

I saldi? Sono una grande beffa

saldiI saldi non c’entrano nulla con la crisi e ogni anno vengono chiamati in causa perché si vende meno per effetto della crisi. Se questo fosse vero, ormai dopo anni di grida “al lupo al lupo”,  in saldo non si dovrebbe vendere più nulla. Intanto vorrei dire che i dati di vendite delle varie organizzazioni non hanno nessuna attendibilità visto che la maggior parte degli associati le nascondono anche al fisco. Figuriamoci alla propria associazione di categoria. Pertanto quanto si vende in saldo non lo sa nessuno.

I saldi sono la più importante iniziativa di marketing dei piccoli punti vendita dell’abbigliamento e questo lo sanno bene Confcommercio  e Confesercenti, che ogni anno cercano di modificare la data di inizio all’ultimo momento, con la compiacenza dell’assessore regionale di turno, solo per mettere in difficoltà le grandi strutture che fanno comunicazione da giorni. Si tratta di un giochetto di bassa lega. Personalmente penso invece che ci si dovrebbe impegnare per far partire i saldi realmente a una data convenuta (gli assessori regionali hanno provato a proporne una unica nazionale, ma con risultati scadenti) e che tutti potessero comunicare ai propri clienti. Solo in questo modo i consumatori attenderebbero con ansia i saldi ed acquisterebbero realmente a prezzi scontati.

Smettiamola di prenderci in giro quando parliamo di saldi e diciamo che la data di inizio oggi ha meno importanza che in passato, perché tutti i piccoli negozi fanno sconti da 15-20 giorni prima. E questo viene permesso loro dai Comuni. Dovrebbero essere i vigili urbani a controllare. Iniziamo a far rispettare le regole se vogliamo che i saldi funzionino e comincino i sindaci in autonomia.

Se facessimo realmente iniziare i saldi in una data precisa e comunicabile senza che i soliti furbi comincino in anticipo, allora sì che avremmo un reale impatto dei saldi sul commercio del Lazio e della città di Roma. La crisi non c’entra nulla perché la data di inizio saldi viene comunicata gratuitamente e continuamente da stampa e televisione e quindi il piano marketing sarebbe fatto e tutto gratuito. Ma oramai la lamentazione è lo sport nazionale. E allora si continui con la lamentela.

Un’ultima tirata di orecchie a Confesercenti e Confcommercio in quanto uniche associazioni lobbistiche nel commercio a cui vorrei porre una domanda: perché permettono che si facciano i saldi negli outlet ? L’outlet dovrebbe vendere a prezzi scontati tutto l’anno capi della stagione passata o fuori serie; quindi, che senso ha che facciano i saldi ? Anzi i saldi all’outlet sono una contraddizione e questo qualcuno dovrebbe spiegarmelo. Comunque per quel poco che rimane: buoni saldi a tutti

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