21092017Headline:

Non ha ancora detto “Dopo Santa Rosa”

Rino Orsolini

Rino Orsolini

“Non ha mai detto ‘dopo Santa Rosa’. E questo lo considero il lato più positivo. Perché siamo agli ultimi di giugno e a Viterbo, a partire dall’inizio dell’estate, c’è la pessima abitudine di rinviare tutto ciò che è rinviabile e non, a settembre inoltrato. Tanto da aver fatto diventare quella frase un vero e proprio adagio. Il fatto che finora il neo sindaco Leonardo Michelini si sia ben guardato dal pronunciare quella frase, ma abbia preso subito di petto i problemi della città lo considero un segnale più che buono”.

Rino Orsolini, presidente di Federlazio, manifesta il suo cauto ottimismo sulla nuova amministrazione comunale anche se – precisa – non intende firmare nessuna cambiale in bianco. “La nostra associazione – dice – sarà vigile, pronta a collaborare, ma anche ad esprimere critiche qualora ce ne fosse bisogno. Però vedo segnali che mi confortano: ad esempio, l’idea di costituire un pool tra assessorati all’urbanistica, all’ambiente e ai lavori pubblici sullo sviluppo della città, la trovo ottima”.

Allora, partiamo con le cose da fare subito. Quali?

“Le terme. Da quando sono presidente di Federlazio è il terzo sindaco che vedo seduto a palazzo dei Priori. Tutti ne hanno parlato, ma siamo ancora a carissimo amico. Credo sia arrivato il momento di agire. Entro sei mesi dovrebbe partire l’appalto. Che poi lo stabilimento sia pubblico o affidato a privati poco mi interessa. Io so solo che può generare 250 posti di lavoro tra dipendenti e indotto e sarebbe d’aiuto anche alle strutture già esistenti. Viterbo deve diventare città termale vera, avendo cognizione che c’è una potenziale utenza di 3 milioni di abitanti a soli 80 chilometri di distanza. Contemporaneamente va rilanciato il centro storico, prima che muoia definitivamente”.

Già, ma come?

“Con un grande progetto di riqualificazione che preveda anche l’utilizzo delle energie alternative. Nel centro storico ci sono migliaia di metri cubi che si possono recuperare. Poi penso al fotovoltaico e ai pannelli solari con cui si può ottenere acqua calda a costo zero. Oggi il centro è abitato soprattutto da extracomunitari: nessuna discriminazione intendiamoci, ma a loro si affittano stabili sempre più degradati”.

E poi?

“E poi vanno pensati eventi che lo facciano vivere nei dodici mesi. Caffeina va benissimo, ma serve anche altro. Prendiamo San Pellegrino in fiore: una manifestazione meravigliosa che quest’anno però è stata troppo sotto tono. Così facendo, la gente non viene più. Va riorganizzata, anche con opportuni investimenti”.

Vabbè. Cerchiamo di allargare l’orizzonte.

“Certo. E allora dico: la Trasversale. Perché noi dobbiamo guardare soprattutto a Civitavecchia e al suo porto. Nei giorni scorsi è stato inaugurato il molo 27 e i lavori sono stati completati con sei mesi di anticipo. Capito? Vuol dire che quando c’è volontà politica le cose si fanno. E lì c’è un certo Pasqualino Monti (presidente dell’Autorità di gestione del porto, ndr) che sa il fatto suo. Ora, io so che il completamento della Trasversale non dipende dal sindaco, ma a Michelini chiedo di usare tutta la sua autorità affinché quest’opera sia terminata nel massimo di tre anni”.

La considera fondamentale per lo sviluppo del territorio…

“Certo. Viterbo ha bisogno di uno sbocco al mare per favorire il turismo e il transito delle merci che arriveranno sempre più copiose a Civitavecchia. Il futuro della Tuscia può essere solo quello. Del resto, basta guardarsi intorno: ,la situazione generale è drammatica, l’unico polo industriale viterbese, ossia la ceramica di Civita Castellana, sta soffrendo. Di alternative non ne vedo”.

E come la mettiamo con gli imprenditori viterbesi, che fino a ieri si sono dedicati solo ed esclusivamente alle lottizzazioni?

“Dico che bisogna cambiare strategia. Anzi, suggerisco di rivisitare quella ventina e più di piani integrati che giacciono in Comune. Ripeto quello che ho detto prima per il centro storico: riqualificazione ed energie alternative. Possono dare tantissimo lavoro alle imprese. Piuttosto, il Comune deve cambiare passo sulle concessioni. Le decisioni vanno velocizzate, perché un’altra cosa che uccide le aziende è la lentezza della burocrazia. Va compiuta una rivoluzione epocale. In certi posti chiave non bastano le brave persone, devono essere anche capaci”.

Torniamo al nuovo sindaco. Che impressione le ha fatto?

“Mi piace il suo decisionismo. Credo che abbia cominciato a gestire il Comune con piglio imprenditoriale, perché nelle aziende le decisioni vanno prese di munito in minuto, altrimenti si fermano. Quelle decisioni, ad esempio, che faticano ad arrivare dal governo centrale”.

E le pressioni inevitabili dei partiti?

“Spero che le sappia gestire e credo che finora lo abbia fatto. Michelini mi sembra un uomo scevro dalla solita politica delle sedie che si dedichi soprattutto al bene della città. Spero che questo sia il primo passo verso un nuovo modo di fare politica”.

Con lui la Tuscia avrà più peso politico?

“Ritengo e spero di sì. Del resto tra lui e il governatore Nicola Zingaretti è stato firmato un patto con sette/otto cose da fare. Aspetto con fiducia che le facciano”.

E la Federlazio come si porrà nei confronti del Comune?

“In modo estremamente collaborativo. Al sindaco chiedo di avere un’attenzione particolare per le imprese locali e auspico che programmi incontri periodici con le forze sociali, imprenditori e sindacati, per stilare una vera e propria agenda. Insomma, spero che ci siano incontri fattivi. Non i tavoli di concertazione: quelli sono solo una perdita di tempo”.

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369   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Dopo la machena, deocaro!

  2. Massimiliano Mascolo scrive:

    Basta andare sul sito della ditta, per capire l’enfasi del Presidente sul “grande progetto di riqualificazione”. In quanto al Sindaco che, eletto a fine maggio, evita di rinviare tutto a settembre, direi che è il minimo.

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