25112017Headline:

La polemica sul ministro arriva pure a Viterbo

Kyenge-4Roberto Calderoli si è scusato. Lo ha fatto ieri mattina in Senato, ammettendo l’errore, ma rifugiandosi nello stesso tempo nell’ormai consunta giustificazione che quell’orribile frase nei confronti del ministro Cécile Kienge è stata pronunciata nella foga di un comizio davanti a 1.500 focosi sostenitori della Lega Nord. Che ovviamente sono andati in brodo di giuggiole. Poi ha detto pure che non ci pensa minimamente a dimettersi da vice presidente del Senato e quindi ce lo dovremo tenere. Fino alla prossima volta.
Perché una prossima volta, state tranquilli, ci sarà. L’unico dubbio – visti i precedenti – è se sarà ancora Calderoli, oppure Savini, oppure Borghezio. Ma poco cambia, giacché la Lega Nord, in caduta libera in quanto a consensi dopo le ruberie dei suoi dirigenti e della famiglia Bossi, ha bisogno di un po’ di razzismo per riprendersi un po’ di voti andati in libera uscita.
Così la polemica su Cécile Kienge è destinata a continuare. E il bello (o il brutto) della vicenda è che stavolta Viterbo, o almeno una parte di essa, non è rimasta insensibile a quanto avvenuto.
Così Umberto Cinalli, portavoce viterbese di Sinistra Ecologia e Libertà,arriva a proporre per Cécile la cittadinanza onoraria, dal momento che il capoluogo della Tuscia l’ha vista protagonista del forum nazionale dell’Arci, svoltosi a palazzo dei Priori.
“Le posizioni razziste che Roberto Calderoli ha espresso sul ministro Cécile Kyenge sono incompatibili con la carica di vicepresidente del Senato della Repubblica italiana. Le parole dell’esponente leghista nei confronti della titolare per l’Integrazione di origine congolese sono un punto di non ritorno. Quando perde di vista l’importanza culturale ed educativa del proprio ruolo, una personalità politica diventa un “problema politico” per la comunità nazionale: questa deve reagire contrastando l’offesa con una reazione altrettanto forte. Ovunque siamo responsabili e chiamati a questa controffensiva culturale. Lo dobbiamo al senso di civiltà, ospitalità e di giustizia che deve caratterizzare ogni nostra azione politica e amministrativa. La città di Viterbo – che ospitato Cécile Kyenge nel forum nazionale Arci – deve darle la cittadinanza onoraria”.
Chissà se qualcuno raccoglierà la sua proposta?

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25   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    D’accordo: diamo la cittadinanza alla Kienge. Ma parimenti leviamola al – lui sì scimmiesco – Filippo Rossi da Trieste.

  2. Leo Viterbium scrive:

    Calderoli e le sue sparate si conoscevano già prima di votarlo vicepresidente. Che dire invece dei presidenti Grasso e soprattutto Boldrini, che eccedono in continuazione dal proprio ruolo istituzionale con esternazioni quanto meno singolari, e sostengono l’approvazione di leggi liberticide e anticostituzionali come quella sulla cosiddetta “omofobia”, grimaldello per spalancare la porta alla dittatura ?

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