21102017Headline:

La sanità ai tempi della crisi: attese bibliche

SANITA': IMPIANTATI IN TRE PAZIENTI ORGANI DI SIEROPOSITIVOTempi biblici per alcune prestazioni. Carenza di personale. Continui tagli ai servizi sul territorio. Utenti infuriati e medici sfiniti. La sanità viterbese sta sempre peggio e non c’è cura capace di risollevarla. Insomma, ospedali e ambulatori sono sempre meno a misura di cittadino.

Prendiamo le liste d’attesa. A scorrerle si vede che passano le giunte regionali, si avvicendano commissari e direttori dell’azienda sanitari, ma la pazienza per gli utenti non è  mai troppa. L’ecografia all’addome è quella che si ottiene prima: appena 93 giorni. Poi, c’è la mammografia che varia tra i 99 e i 180 giorni, mentre per l’ecocardiogramma sotto sforzo si sfiorano i quattro mesi (per la precisione: 115 giorni), addirittura 205 per un eco normale. Si sale a quasi sei mesi per una visita dal gastroenterologo (170 giorni). Un ecocolordoppler segna il record con 234 giorni.

Non va meglio quando si esce dagli ospedali e si va sul territorio. Addirittura, alcune parti della provincia rischiano di rimanere senza rete assistenziale. Succede nel distretto Vt4, quello con capofila Vetralla. Qui, visto che bisogna risparmiare, la Asl ha pensato di chiudere tutto e trasferirsi all’ospedale di Ronciglione. Sta scritto nella deliberazione del 13 maggio sul riordino dei servizi sanitari territoriali. Provvedimento per ora sospeso, visto le veementi proteste salite dai comuni interessati. Vetralla in primis, ma anche Villa San Giovanni in Tuscia.

Per quest’ultimo paese, il trasferimento delle prestazioni sanitarie da località La Botte, dove si trovano attualmente, a Ronciglione comporterebbe notevoli disagi per gli utenti che potrebbero raggiungere il Sant’Anna solo con la propria auto. Non esistono, infatti, collegamenti pubblici tra i due centri. A Vetralla è un intero polo sanitario che sarebbe smantellato. Qui nel 1990 fu chiuso l’ospedale. Allora i servizi sanitari furono dispersi in diversi locali e solo nel 1997 sono stati riunificati nella struttura ex Fnca, edificio acquistato dal Comune e nel 2000 ceduto all’Inail. Per 16 anni tutto ha funzionato all’interno di un’unica struttura, poi è arrivata la delibera della Asl che minaccia di chiuderla.

Sia a Vetralla sia a Villa San Giovanni in Tuscia si sono svolti due consigli comunali aperti per discutere con la popolazione del progetto partorito alla Cittadella della salute. Entrambi si sono conclusi con l’approvazione di un documento che boccia il trasferimento. Trasferimento per ora sospeso ma non ancora abortito in via definitiva. “Abbiamo voluto comunicare in modo corretto alla popolazione – spiega il sindaco di Villa San Giovanni Mario Giulianelli – le notizie in merito a questa grave decisione, visto che l’argomento riguarda tutti perché la salute un bene comune di primaria importanza. Vogliamo creare una mobilitazione forte e motivata per a contrastare la prospettata chiusura della Asl Vt 4”.

 

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