21112017Headline:

L’anticipo della Cig: chi l’ha visto?

Giuseppe Crea (Federlazio)

Giuseppe Crea (Federlazio)

Federlazio lancia l’allarme sul mancato anticipo della cassa integrazione straordinaria in deroga per i lavoratori della Tuscia. L’associazione datoriale picchia duro contro le banche viterbesi perché si sente presa in giro da un accordo che di fatto non viene rispettato. Sono trascorsi infatti oltre tre mesi da quando, a palazzo Gentili, è stato firmato il protocollo d’intesa provinciale tra l’associazione bancaria italiana, Confindustria, Federlazio, Confartigianato, Cna, Cgil Cisl, Uil, Ugl per anticipare il trattamento economico che il lavoratore vanta nei confronti dell’Inps da parte delle banche. Secondo l’accordo, gli istituti bancari coinvolti avrebbero dovuto conedere a condizioni agevolate e, limitatamente al periodo di attesa dell’integrazione salariale, una disponibilità finanziaria mensile al lavoratore, a nome del quale sarebbe stato aperto un apposito conto corrente di prelevamento e rimborso. L’intesa funziona in quasi tutte le regioni e le province italiane, ma a quanto pare, non nella Tuscia, territorio nel quale le banche sembrano mettere i bastoni tra le ruote.

“Anche se l’accordo prevede la libera adesione di ogni singolo Istituto – afferma il direttore di Federlazio Giuseppe Crea – ci si aspetta comunque che, data l’adesione e la firma dell’Abi, tutti partecipino in maniera costruttiva sui territori per sostenere i lavoratori in difficoltà”. E invece non è così. E a rimetterci sono i lavoratori della provincia, e in particolare quelli del distretto di Civita Castellana, ove è massima la richiesta degli ammortizzatori sociali.

“Sulla provincia di Viterbo – continua Crea – nonostante siano presenti circa 203 sportelli bancari che rappresentano 31 Istituti, esiste una scarsissima informazione, se non addirittura nulla sui contenuti dell’accordo. Sono passati quasi cento giorni dalla firma e la maggior parte degli istituti non hanno nemmeno aderito all’accordo. Da quello che ci risulta, solo due banche, di credito cooperativo erogano l’anticipazione e si tratta di banche del territorio”.

Eppure la Provincia sostiene l’iniziativa con lo stanziamento di 120mila euro di fondi propri, permettendo così ai lavoratori di non risultare finanziariamente penalizzati dalla propria condizione di sottoposti alla cassa integrazione. Inoltre è l’ente a farsi carico degli oneri di apertura e tenuta conto e dell’imposta di bollo per ciascun conto attivato, a coprire gli interessi sulle anticipazioni e a intervenire per la copertura dell’imposta di bollo per ciascun conto attivato.

“La crisi – prosegue Crea – non accenna a diminuire. Sono pochi gli spiragli di luce e fa rabbia che in questa situazione non ci sia collaborazione tra gli attori che, invece, dovrebbero, sostenere il territorio. L’intesa che abbiamo firmato è a costo zero per le banche, in quanto i soldi sono sicuri, come prevede fra l’altro lo stesso accordo quadro nazionale. Nel momento in cui l’Inps eroga, la banca smette di elargire l’indennità ed automaticamente incassa”.

In occasione della firma del protocollo, il segretario della commisione regionale Abi Lazio aveva messo in risalto l’azione delle banche a favore delle famiglie, ma anche delle imprese e aveva definito l’accordo, “L’ennesima testimonianza di questo sostegno”.

“Solo dichiarazioni di circostanza? – conclude Crea- Senza una sinergia per Federlazio non ci saranno spiragli. Occorre passare ai fatti. Le banche devono collaborare, perché se non si rema tutti nella stessa direzione, non si va da nessuna parte. Questa crisi lascerà solo devastazione e macerie”.

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