15122017Headline:

Lotta senza quartiere per una poltrona in più

L'assessore Paolo Bianchini

L’assessore Paolo Bianchini

Ce l’avete presente un castello realizzato con le carte da gioco? E ce l’avete presente cosa succede in genere quando – seppur con mano delicata – si prova toglierne una nella sua parte più bassa? Viene giù tutto. Ebbene, quello che sta per implodere è il castello di carte dell’amministrazione provinciale, dove le annunciate dimissioni da assessore di Giammaria Santucci stanno provocando un vero e proprio terremoto. La crisi, per la verità, era nell’aria da tempo, ma la mossa dell’ex enfant prodige ha avuto il merito (o il demerito, fate voi) di far deflagare la bomba. E adesso starà al nocchiero di palazzo Gentili Marcello Meroi tentare di rimettere insieme i cocci, ammesso che esista il Super Attack giusto.

Ma partiamo dalla cronaca dei fatti. Piero Camilli, presidente del consiglio provinciale, e Paolo Bianchini, assessore alla formazione, entrambi in quota Fratelli d’Italia, hanno annunciato le loro dimissioni dalle rispettive cariche. Dimissioni che saranno formalizzate nell’assise in programma oggi. I due però hanno motivazioni diverse. “La Provincia non può andare avanti così – tuona il comandante, fresco di accordo col sindaco Michelini sulla gestione dello stato Enrico Rocchi – perché è tutto meno che operativa. E’ solo la succursale di interessi particolari. Oggi il mondo è cambiato, ci vuole gente che abbia personalità, non dei politici di professione, che di per sé sono figure superate. Michelini è un imprenditore: si vede, e si sente”. E quando gli si chiede un’opinione sulle dimissioni di Santucci e sulla sua sostituzione replica: “Chi è quello che lo deve sostituire?”. Barbieri. “Allora lunedì si chiude”.

Ma Camilli è un cavallo matto (in senso buono, ovviamente) ed è abituato ad andare avanti per la sua strada, fregandosene altamente delle beghe di partito. Che invece interessano, e molto, il resto della truppa di centrodestra, Fratelli d’Italia in primis, cui la poltrona lasciata libera da Santucci fa gola, eccome. Tant’è che Paolo Bianchini, assessore dimissionario, rivendica un maggior peso (e lui ne ha ben donde) all’interno dell’esecutivo, spinto anche da altri consiglieri, molti dei quali desiderosi di sedersi su una poltrona tutt’altro che irrilevante nell’economia dell’amministrazione provinciale. Ci punterebbe Torromacco, ma alcuni rumors darebbero sulla rampa di lancio anche Federico Fracassini, che può vantare il pregio di essere figlio d’arte del noto Antonio.

Fatto è che quelli dell’Udc (che non sono più quattro, ma due più due, dopo la nota diaspora) a perdere un assessorato proprio non ci stanno. E il povero Paolo Barbieri, che già pregustava il premio di consolazione (è stato il primo dei non eletti a palazzo dei Priori) rischia di rimanere ancora una volta a piedi.

Il povero Marcello Meroi allarga le braccia sconsolato, anche se proprio ieri pomeriggio ha potuto tirare un sospiro di sollievo quando ha saputo che la Consulta ha dichiarato incostituzionale il decreto del governo Monti che intendeva accorpare le Province. Schivata la chiusura dell’ente, adesso però il presidente deve evitare la caduta della sua amministrazione. Come? “Se non si raggiungerà un accordo politico in pochi giorni – dice al telefono – vi stupirò con i miei effetti speciali”.

Staremo a vedere. Meroi però sia accorto, giacché qui ci sono in ballo le poltrone. E quando si tratta di poltrone, la voracità di molti politici è al di sopra di ogni limite. Anche se al cittadino di tutto questo frega poco o nulla e vorrebbe solo che l’ente funzionasse a dovere.

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19   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Si goda la pensione il noto Brunetta viterbicolo (al secolo Paolo “Poldino” Barbieri).

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