17122017Headline:

Meroi accoglie il grido di dolore di Federlazio

Marcello Meroi

Marcello Meroi

“Non posso che sottoscrivere totalmente le critiche rivolte da Federlazio agli istituti di credito per la scarsa collaborazione fornita sull’attuazione del protocollo d’intesa relativo all’anticipo della cassa integrazione straordinaria in deroga per i lavoratori della Tuscia”. Il presidente della Provincia Marcello Meroi è l’unico a raccogliere il grido di dolore lanciato dal direttore di Federlazio Giuseppe Crea nello stigmatizzare la dimostrazione di disinteresse delle banche nell’affrontare e superare le principali criticità economiche del territorio.

La Provincia infatti – come è noto – ha sottoscritto un protocollo d’intesa con la commissione regionale Abi del Lazio, Confindustria, Federlazio, Confartigianato, Cna, Cgil, Cisl, Uil, Ugl. In base a questo protocollo palazzo Gentili e gli istituti di credito, in collaborazione con le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali, si sono impegnate ad anticipare il trattamento economico che il lavoratore vanta nei confronti dell’Inps riducendo così i tempi d’attesa previsti per l’erogazione delle risorse.

Ma, allo stato attuale soltanto due banche, precisamente la Banca di Viterbo ed il Credito Cooperativo di Barbarano Romano stanno erogando le anticipazioni. Secondo quanto stabilito nel protocollo d’intesa  gli istituti bancari devono concedere a condizioni agevolate e limitatamente al periodo di attesa dell’integrazione salariale una disponibilità finanziaria mensile al lavoratore, a nome del quale verrà aperto un apposito conto corrente di prelevamento e rimborso. Il direttore di Federlazio Giuseppe Crea ha lamentato come, a fronte di 203 sportelli operanti sul territorio per un totale di 31 istituti, soltanto due banche di credito cooperativo abbiano risposto positivamente all’appello.

“Pur ringraziando i due istituti che stanno erogando le risorse ai lavoratori per la sensibilità dimostrata e la collaborazione che ci stanno assicurando – ha detto Meroi – non posso non stigmatizzare l’atteggiamento di indifferenza dimostrato dalla stragrande maggioranza delle banche presenti ed operanti sul territorio. Non è più tollerabile assistere impassibili a questo atteggiamento di chiusura verso ogni richiesta del territorio. La Tuscia non può essere considerata un territorio da utilizzare unicamente per politiche di profitto senza offrire in cambio contributi alla sua crescita economica. Ha ragione Federlazio a chiamare in causa il segretario della commissione regionale Abi Lazio che nel firmare la convenzione aveva evidenziato l’azione delle banche in favore delle famiglie. Peccato che, a parte le solite e ormai ben note eccezioni, il sistema bancario provinciale nel suo complesso si sia ben guardato dal mettere in campo questa straordinaria azione in favore delle famiglie. La cosa ancora più assurda – aggiunge Meroi – è data poi dal fatto che, come ha sottolineato anche il direttore di Federlazio, questa operazione è a costo zero per le banche essendo i soldi sicuri e destinati a rientrare nel momento stesso in cui l’Inps eroga le risorse. E’ la Provincia infatti a farsi carico degli oneri di apertura e tenuta conto e dell’imposta di bollo per ogni conto attivato, a coprire gli interessi sulle anticipazioni e ad intervenire per la copertura dell’imposta di bollo sull’attivazione di ogni singolo conto. Neanche questo è sufficiente alle banche come garanzia?”.

La conclusione di Meroi è amara: “Eravamo convinti che l’adesione dell’Abi all’iniziativa fosse propedeutica ad una, se non proprio totale, quanto meno discreta partecipazione delle banche ad un’azione di sostegno ai lavoratori in cassa integrazione e alle loro famiglie. Non vorrei constatare di esserci sbagliati. Abbiamo ascoltato soltanto tante dichiarazioni di circostanza ma abbiamo riscontrato scarsissimi risultati. Arriverà il momento in cui le banche prenderanno piena coscienza di come, anche la loro sopravvivenza è strettamente legata allo sviluppo economico del territorio? Stando così le cose parrebbe di aver perso ogni speranza in tal senso”.

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24   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    A’ Merò, niente niente sò mejo gli usurai e i loro cari e stimati parenti notai?

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