21102017Headline:

Metodo Michelini… a scoppio ritardato

Marcello Meroi

Marcello Meroi

Il presidente Meroi aveva detto che per risolvere la mezza crisi in Provincia avrebbe usato il metodo Michelini. Rapido, deciso e decisivo. Bene. Peccato che i giorni passino, la soluzione non arriva e la mezza crisi assomiglia sempre più ad una crisi vera. Sono bastate le dimissioni di un assessore (Paolo Bianchini) e del presidente del Consiglio Piero Camilli, entrambi in quota Fratelli d’Italia, per rendere pericolante la Giunta di palazzo Gentili, già scossa dall’onda d’urto che ha investito il mese scorso il vicino palazzo dei Priori.

Il tempo passa, e la soluzione non si vede. Fratelli d’Italia aveva messo gli occhi su un assessorato in più, forte degli ultimi risultati in crescendo alle regionali e alle comunali. Ma l’Udc non ci sta a cedere una delle sue tre poltrone, al massimo aveva pensato ad una staffetta Santucci – Barbieri, ora congelata. Le offerte e le controfferte, gli incontri e le mediazioni, non hanno sortito effetti, anche ieri. Meroi ha provato a blandire i centristi proponendo la poltrona di presidente del Consiglio, magari per Bigiotti. Ma anche questa opzione non ha scalfito la compattezza dell’Udc. Perché? Perché a parte l’importanza della carica, che non si discute, dietro la presidenza del Consiglio si celano delle insidie che l’Udc non vuole correre. L’elezione del presidente, infatti, spetta al Consiglio stesso, ai consiglieri, e chi assicura che tra i cosiddetti alleati, al momento del voto, non si possa celare qualche franco tiratore? Soprattutto se poi dovessero entrare i rimpiazzi dei nuovi assessori, scelti tra i primi dei non eletti, cioè Laura Allegrini (Pdl) e il civitonico Cataldi (Fratelli d’Italia). Insomma, c’è il rischio che al momento della scelta del presidente certi equilibri tra la maggioranza, già abbastanza precari, potrebbero spezzarsi definitivamente. E allora si ricomincerebbe da capo, o forse si andrebbe tutti a casa.

Ecco dunque che il totoassessori, oltre che squalliduccio, diventa l’ultima cosa a cui pensare, se prima non si risolve la questione in nuce. Piero Camilli (che comunque non sembrerebbe interessato alla proposta), Fracassini senior dall’interno, Fracassini junior dall’esterno, sono suggestioni che al momento restano tali. Così come resta sospesa la questione all’interno dell’Udc, con Barbieri fermo ai box e il rischio concreto che non entri neanche in pista.

La palla torna a Meroi, che potrebbe anche stancarsi dello stallo e della mancanza di decisioni da parte dei contendenti: “Se non si trova un accordo deciderò io”, ha ripetuto più volte il presidente, impegnato ieri a Roma e oggi a Civitavecchia. E chissà che a mali estremi, non possa optare alla fine per l’estremo rimedio, cioè la stampella – già offerta più o meno pubblicamente – dall’opposizione targata Pd. “Io do la priorità alla maggioranza che mi ha eletto – aveva detto Meroi – ma apprezzo il senso di responsabilità mostrato dall’opposizione, in questo momento ma anche negli ultimi tre anni”. Se qualcuno ci legge un’apertura è liberissimo di farlo, e non sbaglierebbe.

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24   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    A Viterbo ancora esiste l’Udc. Questa sì che è una notizia, anzi un vero e proprio scoop!

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