23102017Headline:

Mondo cane, le due facce della medaglia

canileC’era un castello con quaranta cani. Il film, intriso di buoni sentimenti, è del 1990, roba per ragazzi, anche se nel cast figura un grande come Peter Ustinov. Questa invece è la realtà: i cani sono novantacinque, il castello c’è, perché la faccenda si sviluppa a Soriano nel Cimino, ai piedi del castello Orsini appunto, ma non è una bella storia. Perché gli animali in questione stanno per essere trasferiti dalla cittadina nella Tuscia fin su a Bologna, dove sta la struttura che ha partecipato e vinto la gara d’appalto bandita dal Comune cimino per l’affidamento della brigata canina. E giù, polemiche a non finire, con tanto di flash mob di protesta.

A scatenarsi, sono state per prime le associazioni animaliste, a partire dal comitato antispecista cimino. Che criticano la soluzione, innanzitutto perché non rispetta lo statuto comunale sorianese, che prevede tra le sue norme “il perseguimento da parte dell’amministrazione del benessere animale”. E trasportare quasi cento canetti – la maggior parte anziani e malati – per oltre trecento chilometri, in piena estate, non è certo salubre e rispettoso. Poi perché, e qui siamo ai numeri, non è che la pensione bolognese sia vantaggiosissima, per le casse cittadine: il costo del mantenimento per animale è di 1.84 euro, mentre attualmente il Comune ne spende due. Come dire: il gioco non vale la proverbiale candela, e in più ci sono di mezzo degli essere viventi, migliori amici dell’uomo. Il sindaco Menicacci si difende in punta di diritto: “L’Enpa ha partecipato all’appalto e l’ha vinto. Di questa storia, semmai, si sta facendo una strumentalizzazione politica. E poi, già la prossima settimana andrò di persona a Bologna per verificare l’affidabilità della struttura”. Struttura che, se passerà l’esame del primo cittadino, ospiterà in futuro anche gli altri randagi che verranno catturati in paese, e che saranno sterilizzati e dotati di microchip come prevede la legge.

Ma gli animalisti non ci stanno. Incassano la solidarietà nella lotta da parte di altre associazioni (per esempio la Lav di Tarquinia che attacca a testa bassa: “Da anni a Soriano gli amministratori se la prendono con i cani randagi”) e dei cittadini comuni. Ieri il flash mob, al termine di un corteo silenzioso per le vie del borgo. E l’accusa al sindaco anche nella formulazione stessa della gara d’appalto poi vinta dagli emiliani: “Si poteva includere una clausola per privilegiare le strutture locale”. Già, si poteva. “Anche perché oltre al trauma del viaggio, a Bologna i cani saranno giocoforza costretti a mutare le loro abitudini alimentari, sociali e climatiche. Senza dimenticare che qui è stato dimenticato tutto il lavoro fatto gratuitamente dai volontari”.

Mentre a Soriano ci si azzanna, da altri centri della provincia arrivano buone notizie. E per fortuna. A Civita Castellana, il sindaco Gianluca Angelelli ha pensato di affidare i randagi alle famiglie volontarie & volenterose, con un piccolo rimborso spese giornaliero che consentirà comunque al Comune di risparmiare e all’animale di avere un po’ di affetto gratuito. “Nonostante negli anni del mio mandato molte cose per gli animali sono state fatte, anche grazie al contributo di Danilo Corazza prima e di Tonino Innocenzi, Rita Storri e della sua associazione poi. Con questa idea, e continuando comunque a monitorare le condizioni di salute di fido attraverso i microchip, risparmieremo comunque dei soldi pubblici, magari da destinare alla spesa sociale e alle scuole”. Che di fondi hanno sempre bisogno.

A Corchiano invece, il sindaco Bengasi Battisti ha sfornato un’altra delle sue intuizioni a metà tra genio e visionario. Premettendo che “abbandonare un cane, animale fedele per eccellenza, è un gesto ingiusto che riduce una creatura vivente gentile a umiliata e triste, e lo trasforma in un recluso senza relazioni”, il sindaco ha pensato ad un patto tra il cittadino che accoglie il randagio e la comunità che glielo affida. In cambio, il corchianese che si prenderà il cane, avrà uno sconto di 250 euro all’anno sulla tassa dei rifiuti. Un colpo di classe che il sindaco Battisti condivide con i volontari dell’associazione “Incrociamo le zampe”. E che conferma – semmai ce ne fosse bisogno – Corchiano come una realtà proiettata nel futuro delle idee, del rispetto per l’ambiente e per la natura (è tra i Comuni più “verdi” d’Italia). Insomma, un posto proprio avanti.

La morale della storia è che la vita da cani è proprio brutta. Ma, per fortuna, non sempre.

 

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