20092018Headline:

Ordinanza anti-alcolici, i ripensamenti del Pd

michelini

Il sindaco Leonardo Michelini

Il centrosinistra alle prese col governo è costretto a ricalibrare la sua posizione su specifiche tematiche. Perché la gestione della cosa pubblica è altra cosa rispetto ai proclami dello stare all’opposizione, i quali capita che si scontrino con realismo dei problemi quotidiani. E’ quello che è successo con l’ordinanza anti-alcolici, vituperata dagli esponenti del Partito democratico quando erano in minoranza, replicata ora in qualità di membri della giunta.

E che sul provvedimento il sindaco Leonardo Michelini sia quantomeno in difficoltà lo dimostra la nota inviata con cui, in un certo senso, scarica su altri la paternità della decisione, senza però disconoscerne l’utilità. “L’ordinanza sugli alcolici – sostiene – scaturisce da una decisione presa dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, di cui fanno parte la Prefettura, la Questura, i responsabili delle forze dell’ordine, oltre al sindaco”. Insomma, lui l’ha firmata ma dietro la sua stesura c’è la volontà di diverse istituzioni. Cosa cambia? Il tentativo pare quello di condividere le responsabilità. Ma visto da fuori somiglia tanto a una questione di lana caprina.

Quindi, Michelini dice che no, le polemiche lui non le ha proprio raccolte perché, prima dell’emanazione, non ci sono state. “Dal confronto preliminare organizzato quest’anno con le organizzazioni dei commercianti – sostiene – non sono state rilevate critiche alla stessa ordinanza. La collaborazione attivata tra organizzazioni, esercizi commerciali, associazioni, sembra che abbia migliorato il clima complessivo, la fruibilità delle manifestazioni e la vivibilità degli spazi”. Ma non significa che le porte siano chiuse a confronti ulteriori e aggiustamenti in corsa. “Tutto questo – conclude Michelini – non preclude che in seguito si possano condividere altre soluzioni migliorative sia al livello organizzativo che di fruibilità”.

Che il Pd, o almeno parte di esso, si sia dovuto adeguare alla nuova veste di partito di governo e non più solo di lotta, lo ricorda il consigliere comunale del Pdl, Antonella Sberna. “Illustri consiglieri dell’attuale maggioranza e giovani militanti di sinistra attualmente eletti in consiglio pronunciarono parole di fuoco contro quel provvedimento. ‘No ai divieti ma occorre educare’ dicevano – riporta la pidiellina – gli esponenti della sinistra, tacciando l’ex sindaco di voler impedire ai giovani di divertirsi. Ora che l’ordinanza, estesa a un periodo addirittura maggiore, arriva da Michelini nessuno di coloro che all’epoca gridarono su tutta la stampa il loro dissenso sembra percepirla come un attacco alla libertà dei giovani di vivere la città di sera mangiando un panino e bevendo una birretta. Un singolare caso di incoerente bicefalia, oppure – si chiede – in questi pochi mesi le esigenze della gioventù viterbese sono cambiate e, con esse, anche la percezione su eventuali divieti?”.

Più propositiva la posizione di Chiara Frontini, consigliere di Viterbo Venti Venti. “L’ordinanza – ragiona – non argina l’alcolismo e gli schiamazzi notturni, al contrario intacca il sistema economico del centro. Rendere impossibile la somministrazione se non nelle superfici di pertinenza del locale penalizza – continua – i bar del centro storico, che risultano essere per la maggior parte di piccole dimensioni, quindi non adatti alla somministrazione interna al locale”. La consigliere propone pertanto un tavolo di concertazione permanente tra le associazioni di rappresentanza degli esercenti, i giovani e i residenti.

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18   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Il potere è una bella sbornia, altroché…

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