22112017Headline:

Gli artigiani dànno lo stop al Governo

Ivan Malavasi

Ivan Malavasi

Giovedì scorso le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno approvato l’emendamento al decreto del fare che dispone l’obbligo del Durt, ovvero il documento unico di regolarità tributaria che attesta di non avere debiti con il Fisco. L’emendamento ordina che tutte le imprese appaltatrici e subappaltatrici, al fine di ottenere il pagamento dal proprio cliente, sono costrette a chiedere all’ufficio provinciale dell’Agenzia delle entrate di competenza il documento destinato ad attestare l’assenza di debiti tributari alla data del pagamento. Insomma, dal prossimo anno, per ricevere il pagamento della prestazione, le imprese appaltatrici dovranno consegnare il Durt alla data di pagamento del corrispettivo o di parti di esso. Se il pagamento avviene in assenza della documentazione scatta la responsabilità solidale dell’appaltatore per le omissioni nei versamenti delle ritenute di lavoro dovute dal subappaltatore. Si chiede, cioè, alle imprese di comunicare all’Agenzia delle entrate i dati delle buste paga per permettere all’Agenzia stessa di accertare che le imprese siano in regola con il fisco.

“La pazienza dei nostri imprenditori non è infinita. Il testo del decreto del fare viaggia in direzione decisamente diversa da quella promessa dal governo. Su ben altre prospettive si era basata la nostra apertura di credito nei confronti delle larghe intese”. Lo ha denunciato Ivan Malavasi, presidente di Rete Imprese Italia, invitando l’esecutivo a invertire immediatamente la rotta, coerentemente con gli impegni assunti di fronte al mondo delle micro, piccole e medie imprese.

Questa posizione è pienamente condivisa dalla Cna di Viterbo e Civitavecchia, che esprime forti preoccupazioni, perché, se il testo non sarà immediatamente modificato, il provvedimento si tradurrà in ulteriori complicazioni burocratiche, maggiori costi e minori facilitazioni. Insomma, avrà effetti dannosi su un tessuto già lacerato dalla crisi. “Faremo tutti i passi necessari – dice Luigia Melaragni, segretaria della Cna viterbese – senza escludere il ricorso a manifestazioni, fino a ottenerne la cancellazione. Sarà difficile per governo, Parlamento e forze politiche rimanere insensibili”.

Stessa musica da parte di Confartigianato. “Oltre ad essere paradossale – interviene il direttore Andrea De Simone – questo nuovo adempimento non fa che appesantire ulteriormente il carico burocratico che grava sulle piccole imprese. Incomprensibile come l’approvazione possa arrivare in un momento in cui gli imprenditori non fanno che chiedere semplificazione e tagli ai tempi e ai costi. Ci troviamo di fronte a un vero e proprio nonsense, l’ennesimo, che rischia di dare il colpo di grazia a quelle aziende che ormai sono alle battute finali”.

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