22112017Headline:

Marco Mancini se ne va, ma non del tutto

Marco Mancini con Giorgio Napolitinao

Marco Mancini con Giorgio Napolitano

Abbandona il titolo di Magnifico rettore dell’università della Tuscia. Acquisisce quello di capo del Dipartimento università, alta formazione artistica, musicale e coreutica, ricerca del ministero  dell’Istruzione e università (Miur).

Marco Mancini, 56 anni il prossimo 25 novembre, docente di Glottologia, dopo quattro mandati consecutivi deve giocoforza interrompere, per ragioni dettate dallo Statuto, la sua lunga gestione dell’ateneo. Ma già sa cosa farà da grande. Il consiglio dei Ministri, infatti, su proposta del ministro Anna Maria Carrozza, lo ha destinato al timone di una postazione che, di fatto, governa tutti gli atenei del Paese.

In attesa delle elezioni del successore sulla poltrona di Gradi, convocate per l’8 ottobre, è tempo di bilanci per il manager-glottologo che ha indossato per 14 anni consecutivi  il tocco e la toga con le insegne di Magnifico. La sua gestione è stata caratterizzata da tre punti  di forza su tutti: lo sviluppo e l’ampliamento delle sedi; l’incremento dell’offerta formativa e dei servizi agli studenti; il consolidamento dei rapporti internazionali (questi ultimi marchiati dalla incessante attività del “ministro degli Esteri” Stefano Grego, già pro-rettore vicario).

Per quanto riguarda le sedi basterà citare i recuperi esemplari di Santa Maria in Gradi, destinata a rettorato, e del San Carlo a Pianoscarano. Due complessi monumentali restituiti alla città e fatti diventare contenitori di tante funzioni non limitate a quelle accademiche. L’offerta didattica ha riempito la “Tuscia” di nuovi corsi di laurea, quali Scienze politiche, Ingegneria industriale, Scienze giuridiche, non dimenticando quelle Scienze organizzative e gestionali per la formazione dei sottufficiali di Esercito, Aeronautica, Marina. Un’offerta che è stata poi articolata, anticipando l’applicazione della riforma Gelmini, nella creazione di sette dipartimenti, in luogo delle Facoltà, che nell’anno accademico corrente hanno garantito 19 corsi di laurea triennale e 15 corsi di laurea magistrali.

Mancini: un glottologo di rango (ma ha via via insegnato anche Filologia slava, Filologia romanza, Sociologia della conoscenza, Etnolinguistica, Linguistica generale) che si è trasformato in manager – premiato, dapprima con la segreteria generale, quindi con la presidenza della Crui, la conferenza dei rettori italiani –  che ha avuto il non piccolo  merito, in una contingenza dominata dai drastici tagli ai fondi ordinari destinati alle università, di tenere i conti in equilibrio, raggiungendo quasi sempre i  posti più alti nella classifica degli atenei più virtuosi.

Chi sarà il suo successore? I boatos ritmano con insistenza il nome di Alessandro Ruggieri, considerato una sorta di delfino designato: direttore del Deim (dipartimento di Economia e impresa), 50 anni, è docente di Gestione della produzione e della qualità.

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353   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Un uomo di potere legato alla politica come il Sor Mancini si ricicla sempre e bene.

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