18122017Headline:

Un documento stoppa il rimpasto di Meroi

 

Il presidente della Provincia Marcello Meroi

Il presidente della Provincia Marcello Meroi

Meroi dice: “Non lascerò certo la Provincia alla sinistra”. Già. E però la Provincia trema, ormai da più di dieci giorni, dopo l’alzamiento di Fratelli d’Italia, che chiede un assessore in più, e la reticenza più o meno manifesta dell’Udc a cederne uno, di assessorato. E mentre il Pdl se ne sta buono buono, ecco che il presidente alza la voce. Dà ultimatum. Propone accordi.
“Bisogna risolvere il tutto in tempi rapidissimi – dice Meroi – perché a questo punto il problema politico diventa problema amministrativo, bloccando la macchina. E io questo faccio: l’amministratore”. (Nota: qui si legge bene il progressivo distacco che accompagna ormai da tempo il presidente nei confronti dei partiti e degli apparati). Poi la proposta: “Formalizzo ufficialmente il 3-2-2, e cioè tre assessorati al Pdl e due rispettivamente a Fratelli d’Italia e Udc, più la presidenza per la stessa Udc. Si tratta di una ripartizione numerica, in base ai rapporti di forza in consiglio, visto che il Pdl ha sei consiglieri, Fratelli d’Italia e Udc quattro ciascuno, a prescindere dalle componenti interne di ogni gruppo. Sulle deleghe se ne può parlare, così come sui nomi”. Di questo ne parliamo dopo.
Il problema, e la notizia, è che nonostante la fermezza di Meroi, circola un documento tra i consiglieri Pdl e Udc, che chiede al presidente di non cambiare nulla. Di mantenere lo status quo, con i quattro assessori al Pdl, i tre all’Udc e uno solo a Fratelli d’Italia. Unica variazione ammessa, la staffetta prevista e congelata tra Santucci (uscente) e Barbieri (entrante). La lettera gira, raccoglie le firme e le disponibilità, ma per avere una certa forza dovrà essere sottoscritta da tutti i consiglieri Pdl e Udc, altrimenti vale poco o nulla. Staremo a vedere se questo scritto creerà uno scontro aperto con il presidente e le sue intenzioni, o se alla fine si arriverà ad un accordo. Fatto sta che qualcuno dovrà concedere qualcosa, fare un passo indietro, altrimenti il rischio di andare tutti a casa sarà davvero concreto. Va anche detto che Meroi esclude già da adesso le dimissioni, sempre per non lasciare la piazza alla sinistra. Ma il bello è che se dovesse cadere la Provincia, il commissario reggente sarebbe, indovinate chi, proprio Marcello Meroi: lo prevede la legge, ad esaurimento degli Enti che verranno cancellati da un nuovo decreto che sta preparando il Governo, dopo che quello precedente è stato bocciato dalla Consulta.
Intanto, ieri sera il presidente ha incontrato Fratelli d’Italia, oggi si rivedrà con l’Udc. Ecco perché il totoassessore, in questo momento, è fine a sé stesso più che mai. Assessori interni od esterni. Come, in Fratelli d’Italia, Piero Camilli, anche se qualcuno insinua problemi d’incompatibilità con la presidenza del consorzio valle di Paglia. O magari come Antonio o Federico Fracassini, o ancora con Luigi Maria Buzi. O, nell’Udc, l’ingresso di Barbieri e la presidenza pronta per Bigiotti. Al momento, solo nomi. Delle poltrone non v’è certezza.

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22   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Meroi chi, ovvero l’ultimo giapponese della casta, che più che lasciare la provincia alla sinistra, lascerà nessun ricordo di sé. Lo stesso inesistente ricordo che lasciato quando aveva la fascia tricolore da sindaco o la medaglietta da deputato. Un’altra nullità in carriera tale e quale l’ex autista di Perugi (non a caso suo grande amicone e fratello gemello).

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