15122017Headline:

“Va cambiato il modo di fare cultura”

Giacomo Barelli e Leonardo Michelini

Giacomo Barelli e Leonardo Michelini

Nel bel mezzo del fuoco incrociato, tra i cannoneggiamenti previsti della minoranza e quelli altrettanto prevedibili delle associazioni deluse, l’assessore Giacomo Barelli se ne sta. Assessore alla Cultura, recita la delega, e perciò un ruolo delicatissimo in una città che pensa – a ragione o forse no – che la cultura sia il suo petrolio. E si sa che il petrolio, oltre a muovere soldi, può scatenare anche guerre sante.

Assessore Barelli, siamo nei casini?

“No, non siamo nei casini”.

Ma come? I tre spettacoli di Ferento hanno sollevato un polverone clamoroso.

“E invece hanno ottenuto due grandi risultati. Il primo: abbiamo riaperto e rivitalizzato un luogo unico, e suggestivo, che era stato abbandonato negli ultimi tempi. E questo era un obiettivo di tutta l’amministrazione”.

Il secondo risultato?

“Siamo finiti sui giornali nazionali. L’Unità ci ha dato la sua pagina culturale, che è una delle più autorevoli della stampa nazionale. E poi, il Corriere della Sera, Repubblica, Leggo e il Fato Quotidiano hanno parlato dell’omaggio a Gaber. E’ passata l’immagine che a Viterbo si fanno iniziative importanti, e anche questo ero un obiettivo che ci eravamo dati”.

E tutte le polemiche sui soldi? Gli eventi costano troppo, non c’è un euro in cassa, si potevano fare scelte diverse, e giù con altri ameni attacchi…

“Piano, piano. Intanto, la copertura economica c’era, c’è sempre stata. Piuttosto, l’ufficializzazione degli eventi di Ferento è coincisa con l’allarme lanciato dall’assessore al Bilancio (Luisa Ciambella, ndr) che in consiglio comunale aveva richiamato l’attenzione sull’esigenza di rispettare il patto di stabilità. Ecco perché era opportuno fare una riflessione alla luce di questa situazione, di pensare ad una spending review, come ha sottolineato lo stesso sindaco. Abbiamo coinvolto degli sponsor, abbiamo organizzato dei biglietti, seppur a prezzi più che popolari, per il concerto di Branduardi. Ecco che problemi di soldi non ci sono mai stati. Semmai problemi di comunicazione, di spiegarsi e farsi capire. Perché? Perché siamo ancora in rodaggio”.

La prima ad abbaiarvi contro è stata la minoranza. Per esempio l’ex assessore Buzzi.

“Buzzi sa benissimo il problema. Perché è stata la precedente amministrazione a non approvare il bilancio di previsione. E noi oggi siamo costretti a lavorare in dodicesimi, sulla falsariga mensile del vecchio bilancio. Con tutti i problemi e i margini ristretti di manovra che questo comporta”.

Dall’opposizione hanno fatto anche notare che ci sono più di cento richieste di contributi ferme con le quattro frecce. Contributi per l’estate e il Settembre viterbese.

“Il regolamento è cambiato. C’è un decreto, fatto dal Governo Monti, che prevede trasparenza negli avvisi pubblici. E il nuovo regolamento deve essere ancora approvato prima in commissione e poi dal consiglio. Lo abbiamo preparato, sarà discusso nei tempi tecnici previsti. Comunque stiano tutti tranquilli: per il momento non bocceremo alcuna richiesta, le valuteremo dopo, quando il regolamento sarà operativo. E anche in questo caso…”

Prego.

“… Anche in questo caso la precedente amministrazione ha le sue responsabilità, visto che aveva stilato un regolamento che però poi non ha fatto in tempo ad approvare”.

Con le polemiche piantiamola qui, almeno per il momento. Passiamo alla sua visione strategica della cultura in una città come Viterbo: da uno studio di Meling pot comunicazione, presentato prima della campagna elettorale, emergeva che le precedenti amministrazioni spendevano tanto, e accontentavano tutti. Condivide?

“Intanto, rifletto sull’abitudine di elargire i contributi a pioggia. E’ un metodo che non funziona, e gli eventi di Ferento ne sono la conferma. Così abbiamo ottenuto risalto a livello nazionale, e così dovremmo fare sempre. Ferento ti porta gente in città, da fuori: il turista culturale viene per Gaber e poi resta a Viterbo, gira, spende, anima”.

Niente sagre della porchetta, insomma?

“Non a priori. Ma io dico: razionalizziamo le sagre della porchetta. Le varie associazioni fanno un lavoro importante sul territorio, ma debbono mettersi in testa di lavorare in rete. Perché tanti concerti scollegati tra loro? Non è meglio costruire un festival di concerti, un circuito? La cultura va rivoluzionata, ma per me rivoluzione è cambiare in meglio. Ecco, la cultura va razionalizzata”.

A questo serviva il famoso omogeneizzatore per cui avevate fatto una delibera?

“Quella delibera è ancora lì. Sono stato ingenuo, mi sono mosso con entusiasmo, con voglia di fare. A Udine hanno un direttore di Udine estate, la loro manifestazione di punta. E’ un manager, coordina tutto, sa quanto prende? Trentaseimila euro. E noi per tremila euro, e per una giusta causa, siamo stati attaccati senza pietà”.

Ha avuto cattivi pensieri? Come di aver sfruculiato un sistema costituito di privilegi e oboli?

“La prossima domanda”.

Qualcuno insinua di presunti conflitti d’interesse con Caffeina.

“Per essere un conflitto d’interesse ci deve essere un interesse. E io non sono né un artista, né un direttore artistico, né un socio fondatore di Caffeina. Non ho mai preso una lira, fino all’anno scorso ero solo un utente del festival. Mi è stato chiesto di entrare nel consiglio d’amministrazione della Fondazione, dal quale mi sono dimesso. Sono amico di Filippo Rossi, e questo non lo rinnego. Così come faccio notare che ho portato la mia denuncia dei redditi in Comune, e anche quella di mia moglie. Perché lo prevede la legge, a scanso di equivoci”.

Progetti e programmi dell’assessore Barelli per l’immediato futuro?

“Ci sono tante cose in ballo. La prima: ridare dignità al museo civico, magari con una mostra. E magari con l’obiettivo di capire perché non si riesce a riaprire il museo. Idem per il teatro dell’Unione. Non ho la presunzione di riaprire queste due strutture, ma almeno quello di capire. E tante altre cose. Il Natale, per esempio: una specie di Natale viterbese, con eventi e appuntamenti in un periodo dell’anno molto appetibile per il turismo. Servirebbe ai negozianti e al centro storico in generale. Il tutto, naturalmente, con un occhio attentissimo alle esigenze di bilancio”.

Onde evitare eccetera eccetera.

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350   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Dopo questa marea di amenità e di umorismo involontario, notiamo con dispiacere che l’ottuso scudiero di Filippo Rossi da Trieste continua a non chiarire il background dell’ormai famoso e famigerato “Omaggio a Gaber”.

    Allora riepiloghiamo, per sua e nostra comodità, le domande rimaste senza risposta.

    Allo spettacolo dedicato al compianto cantante, finanziato dall’amministrazione comunale (ergo da tutti noi), oltre a preclari artisti, hanno partecipato:

    – Raffaello Fusaro, regista e attore collaboratore di “Caffeina”
    – Luigi Gentile, pianista ufficiale di “Caffeina” sin dalla prima edizione
    – Giampiero Lattanzi, candidato alle comunali (senza fortuna: leggasi trombato) per “Viva Viterbo”

    E ancora: l’associazione “The Company”, che ha prodotto l’evento, è collegata al summenzionato Raffaello Fusaro.

    “Caffeina” e “Viva Viterbo”: due realtà che Barelli dovrebbe conoscere bene.

    Nulla da dichiarare, Sor Assesò, sul palese conflitto di interessi?

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