23112017Headline:

Fino a domenica incontri, ospiti e tanto altro

La presentazione ufficiale nella sede del Pd

La presentazione ufficiale nella sede del Pd

Niente domande velenose, ché non è il momento. Tipo: “Ma domenica, quando è previsto il dibattito con il ministro Quagliariello, il Governo ci sarà ancora o sarà già caduto?”. Niente battutacce come: “L’incontro con Epifani è a tempo come il suo mandato da segretario?”. Bisogna andarci giù delicati, con questa festa dell’Unità che torna a Viterbo dopo sette anni di assenza, sette anni in cui molti non ne hanno sentito la mancanza. Molti ma non tutti, visto che l’idea di riportarla in vita è venuta da chi non ti aspetti, cioè la truppa attivissima dei Giovani democratici, il ramo baby del Partito democratico. Loro l’hanno proposta al segretario provinciale Andrea Egidi, e insieme hanno chiesto e ottenuto l’aiuto del giornale fondato da Antonio Gramsci. Il posto è bello: quella piazza San Carluccio parva sed apta, già cornice delle storiche feste provinciali di un tempo (dopo il trasferimento da pian della Britta, a Soriano, fino al capoluogo), nonché entrata recentemente nell’immaginario collettivo del centrosinistra viterbese per aver ospitato la vittoria alle comunali di Leonardo Michelini, primo sindaco “non di centrodestra” nella storia recente del capoluogo.
Il programma è ricco, il contorno pure, magari manca qualcosa a livello di spettacolo e divertimento puro, ma i contenuti abbondano. “Sono tre i grandi temi che abbiamo delineato – spiega lo stesso Egidi – Prima che altre questioni di stretta attualità, come il voto sull’ineleggibilità di Berlusconi, la guerra in Siria e le rivolte egiziane, venissero fuori. Ci concentreremo sulla questione sociale, economica e del mondo del lavoro, sulle riforme e sullo sviluppo del nostro territorio anche nei rapporti con l’Europa. Abbiamo invitato ospiti di primo piano a livello nazionale, con l’evento clou che sarà domani, giovedì, quando il direttore dell’Unità Claudio Sardo intervisterà il segretario nazionale del Pd Guglielmo Epifani”. Altri appuntamenti da segnare sull’agenda, naturalmente con la penna rossa: l’inaugurazione di oggi, ore 17, della festa e anche della mostra “In direzione ostinata e contraria” (sì: racconta di Fabrizio De Andrè). Alle 18 il primo incontro: il viceministro dell’Economia Stefano Fassina e il deputato Pd Giuseppe Fioroni discetteranno sul tema “Oltre l’austerity. Lavoro ed equità , dalle parole ai fatti”. Alle 19, ancora lavoro, quello giovanile, discusso con il deputato del Pd Valentina Paris e il responsabile per il Lavoro dei Giovani democratici provinciali, Valentina Lanzi.
Domani non ci sarà solo Epifani alle 21. Alle 18, Melissa Mongiardo modera il faccia a faccia tra il sindaco Leonardo Michelini e il capogruppo del Pd Francesco Serra. La speranza sadica è che ci sia qualche scintilla, e non il solito pippone alla volemose bene. Spazio ancora ai viterbesi il venerdì, con Alessandro Mazzoli e il suo capogruppo alla Camera Roberto Speranza (Tema: “Il coraggio di cambiare. Il Pd e la sfida del governo del Paese”) e anche sabato, con l’onorevole aquesiana Alessandra Terrosi, l’assessore regionale Michele Civita e il consigliere Panunzi che discuteranno su “Europa 2014-2020. Opportunità di sviluppo per il Lazio”. Domenica si chiude con Ugo Sposetti, il capogruppo Pd in Senato Zanda, e il ministro delle Riforme Gaetano Quagliariello, del Pdl. Una piccola e onesta concessione alle larghe intese.
C’è altro? Sì, la gagliarda creatività dei Giovani democratici, dal segretario Bassanelli a Simone Margottini, alle due gemelle del consiglio comunale Minchella & Mongiardo. Che hanno pensato anche i libri, con un paio di presentazioni interessanti e due stand adibiti a librerie, curati da case editrici locali. E la roba da mangiare: esposizioni di prodotti tipici curate dai coltivatori diretti, servizio vivande curato anche da tre locali del centro storico. E la birra, naturalmente, che fa parte della tradizione delle feste dell’Unità a queste latitudini, la risposta centrista al lambrusco emiliano: “Siamo giovani – ammette Margottini – Ma siamo cresciuti coi racconti dei nostri nonni, delle loro feste dell’Unità. Dove si stava insieme, si faceva gruppo e si faceva politica. E si spillavano ettolitri di birra. Perché non esiste festa dell’Unità senza birra”.

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27   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    La festa dell’Unità purtroppo ormai è roba da quaquaraquà.

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