23112017Headline:

Il Bandolero? Stanco, e pure incazzato

Angela Birindelli e Giulio Marini

Angela Birindelli e Giulio Marini

Non stuzzicate il Bandolero (stanco) che dorme. Perché Giulio Marini è buono e caro, ma se lo stuzzichi sul nervo vivo, risponde per le rime, mettendo tutti i puntini sull “i”. E allora, tanto per andare al sodo, all’ex sindaco non sono piaciute affatto certe esternazione del suo ex amico ed attuale nemico Francesco Battistoni, che in un’intervista pubblicata proprio su questo sito alcuni giorni or sono, gli ha addossato responsabilità che lui -Bandolero stanco, ma pure incazzato – non si sente assolutamente addosso.

“Francesco Battistoni – esordisce – con quelle dichiarazioni ha certificato la mia pazzia. Se fosse vero ciò che ha detto, allora sarei da ricovero in una clinica psichiatria. Perché nel 2010, quando si trattò di votare per la Regione, io lo sostenni apertamente a svantaggio di Giancarlo Gabbianelli. Lo feci per amicizia, perché se avessi dovuto fare un ragionamento politico la soluzione migliore sarebbe stata la seconda. Anche considerando il carattere di Gabbianelli, che se l’è segnata al dito per il resto del mio mandato a palazzo dei Priori”.

Insomma, Battistoni “core ‘ngrato”, giacché Marini respinge pure l’accusa di aver favorito Angela Birindelli ai suoi danni, quella di  aver snobbato l’eventuale candidatura di  Battistoni a sindaco di Viterbo e, dulcis in fundo, contesta il fatto che i suoi rapporti col ragazzo di Proceno si siano guastati quando quest’ultimo – come da lui affermato – ha letto le carte dell’inchiesta riguardanti Angela Birindelli. “Ah sì? – si interroga l’ex sindaco – Però a me i conti non tornano. Le carte dell’inchiesta sulla cosiddetta ‘macchina del fango’ sono state consegnate alle parti da pochi giorni (e il mio ancora non le ha), ma i nostri dissapori sono molto, molto più distanti nel tempo. E allora mi chiedo: ma lui, quando le ha lette queste carte?”.

C’eravamo tanto amati. Ma oggi, carta e penna alla mano, Marini ricostruisce data per data la vicenda Battistoni-Birindelli. “Il 3 giugno 2010, alle 18, mi chiamano i vertici regionali del partito dicendomi che Francesco deve dare le dimissioni da assessore per il problema delle quote rosa. Io rispondo che io sarei stato alle scelte che avrebbe fatto il diretto interessato. Il  7 giugno incontro Battistoni per esaminare possibili suoi sostituti e, nel corso della chiacchierata, faccio un semplice accenno: hai pensato ad Angela Birindelli? Il 9 giugno, alle 21, prendo l’aereo per Pechino e arrivo in Cina all’una di notte dell’11 giugno. Tra le 16 e le 17 dello stesso giorno mi arriva messaggino di Angela Birindelli che mi dice: ‘Mi ha chiamato Francesco e mi ha chiesto di fare assessore al posto suo. Però, mi dice pure che tu sei contrario’. Rispondo: ‘Quello che decide Francesco per me va bene’. Ritorno dalla Cina il 13 giugno alle 19 e per il giorno dopo Battistoni aveva organizzato la presentazione ai vertici regionali di Angela Birindelli. Io non ci andai perché non invitato. Il 21 giugno infine, Angela Birindelli diventa assessore”. Come dire: lo sponsor dell’ingegnere di Bolsena non sono stato io.

Ma la storia prosegue con i dissapori tra neo ed ex assessore. “I problemi – continua Marini – iniziano dopo poco tempo e in breve si passa agli insulti reciproci. Il 30 settembre 2010 invito a pranzo Angela Birindelli e le dico: ‘Smettetela tutti e due. Io non voglio avere niente a che fare con le vostre beghe’.

Sicché decido di estraniarmi da quella situazione. Tra l’altro vengo a sapere che a gennaio Battistoni chiede di sostituire il capo della segreteria dell’assessorato che aveva nominato lui. Il 2 febbraio arrivano le dimissioni. Comunque sia, per tutto il 2011 la situazione non fa altro che peggiorare e l’epilogo arriva il 9 marzo 2012 , durante un convegno organizzato da Gianni Alemanno a Orvieto. In quella sede i vertici regionali del Pdl mi chiedono di far dimettere Angela Birindelli. E io rispondo: e perché lo devo fare io, visto che non ho assolutamente contribuito alla sua nomina?  Il 10 marzo chiamo Angela e le chiedo di incontrarla. Poi le dico: ‘Io sarò il tuo killer’. Nel frattempo la situazione si fa sempre più complicata, finché il 19 maggio Angela Birindelli incontra Renata Polverini e gli dà la sua disponibilità alle dimissioni. Ma il 23 dello stesso mese arriva il primo avviso di garanzia per l’assessore e allora si blocca tutto. E’ la stessa Polverini a farlo, perché non vuole che un suo assessore si dimetta a seguito di un provvedimento della magistratura”.

La telenovela prosegue e Marini racconta: “A questo punto entra in gioco anche Rodolfo gigli che, vista la situazione, chiede alla Polverini di metterci le mani. Vengo convocato dalla governatrice il 16 giugno e le  dico che situazione ormai è irrecuperabile. Ma lei replica: ‘Io non faccio dimettere nessuno con un avviso di garanzia; non ammazzo le persone’. E questo concetto lo ribadisce anche davanti a Battistoni e ai vertici regionali del Pdl. Ci si aggiorna dicendo che si modificherà la giunta non appena chiarita la vicenda giudiziaria”. Ma di lì a un mese arriverà il ciclone Fiorito e ad essere travolto sarà l’intero esecutivo di Renata Polverini.

Il racconto di Marini è finito. A suo dire insomma, non ha favorito Angela Birindelli per danneggiare Francesco Battistoni. Però un altro sassolino dalla scarpa vuole toglierselo, facendo riferimento alla vicenda Gianlorenzo e, in particolare, alla nomina della moglie Benedetta Ferrari a direttore della rivista “Europa rurale”.  “Non fu Angela Birindelli a farlo, perché la Ferrari divenne direttore il 2 luglio 2010 e Angela s’era insediata da appena 10 giorni. Non ne avrebbe avuto nemmeno il tempo”. E allora?” E allora bisognerebbe indagare per scoprire da chi partì la proposta. Io non lo so” dice sornione.

Il Bandolero chiude col capitolo candidatura a sindaco alle recenti comunali:”Il 28 dicembe 2012 – dice – ci fu un incontro con vertici regionali. Io ero deputato uscente e non chiesi alcuna candidatura. Fu prospettata quella di Santucci, ma sarebbe stata una soluzione debole, per il fatto che il suo partito praticamente non esisteva più. Insomma, nel Pdl non tutti l’avrebbero digerita. Sarebbe diventata la candidatura del cocchetto di Marini”. E quella di Battistoni? “Il 28 dicembre lui non disse nulla. Piuttosto, ha tentato di farsi candidare alla Camera, ma non c’è riuscito”. Amen.

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15   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Uno scontro tra titani: l’ex autista di D’Onofrio contro l’ex autista di Perugi. Ex autisti in ex carriera di tutta la Tuscia, andatevene a…

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