22102017Headline:

“La squadra è forte. Occhio al Rieti e ai derby”

L'allenatore Claudio Solimina

L’allenatore Claudio Solimina

E allora, signor Campionato Regionale di Eccellenza, ben trovato.
“Ben trovato a chi? Chi vi conosce? Forse mi confondente con qualcun altro”.
Via, non cominci a rompere le scatole. Siamo ancora ad agosto. Abbiamo le referenze: ci manda il Campionato Nazionale di Serie D. A giudicare dall’abbondanza di maiuscole dovreste essere parenti.
“Alla lontana. Io sono di Roma, di Roma proprio”.
Comunque, che le piaccia o no, dovremo stare insieme fino a maggio prossimo. Quindi, si comporti bene.
“Ci provo. Fatemi le domande, vi fornirò le risposte. Come l’oracolo di Delfi. O come Gigi Marzullo”.
Lei è spiritosissimo. Ci dica piuttosto della Viterbese.
“Viterbese Castrense, intende. Così l’hanno presentata a me”.
Noi, per questioni giornalistiche e anche per ragioni affettivi, preferiamo chiamarla solo Viterbese.
“Fate come vi pare”.
Grazie. Insomma, come la vede? Ieri sono stati pubblicati gironi e calendari.
“Guardi che lo so: ho fatto tutto io, nella mia cucina. Le squadre della Tuscia sono nel girone A. Ho mischiato tutto nel pentolone, ho dato una bella mescolata, e ho cotto tutto a fuoco lento per due ore. Servire con guarnizioni di avocado, a temperatura ambiente”.
Lei sta proprio male.
“No, è che punto ad andare alla Prova del Cuoco”.
Faccia il serio, su.
“Allora, il girone è quello che tutti si immaginavano. Ci sono le viterbesi, che qui citerò in ordine alfabetico perché so benissimo quanto rompete le scatole, voi della Tuscia: Caninese, Montefiascone, Nuova Sorianese, Real Monterosi e Viterbese”.
E questo lo immaginavamo da un pezzo.
“Poi ci sono due squadre storiche, il Civitavecchia, che voi a Viterbo ricordate bene per le scazzottate degli anni Settanta, e il Rieti, avversaria in tempi più recenti ma che se non erro vi ha fatto i bozzi diverse volte”.
Nel basket, semmai. Nel calcio li abbiamo sempre battuti. Vede che è malinformato?
“Vabbe’. Comunque io vi avverto: occhio al Rieti pure quest’anno, perché punta a vincere e ha preso gente forte come Gay (si pronuncia “gai”, se non lo sa) e Artistico. Il Civitavecchia invece fa molto meno paura”.
Grazie per le informazioni. Ha altro da aggiungere?
“Quante ne vuole. Il Cerveteri, per esempio, vi dice niente? ha fatto la serie C, come la Viterbese del resto, e l’allena quel vecchio lupo delle panchine che si chiama Daniele Antolovic. Il Grifone Monteverde è una romana emergente, con in società tanti ex giocatori come quell’Oberdan Biagioni che a Viterbo dovreste conoscere bene…”
Lasciamo perdere, va’. Altri tempi, altra società.
“Ancora? Due squadre di Monterotondo. Le lidensi Fregene e Ladispoli, per andarsi a fare una bella mangiata di pesce. Il Futbol club, che sogna di fare un piccolo Barcellona a Tor di Quinto. E l’Empolitana, che non è una squadra toscana ma semmai tiburtina”.
Questo lo avevamo intuito, grazie.
“Comunque, se fossi in voi starei attento ai derby. Già alla prima giornata, il 15 settembre, la Viterbese va a Canino, la Sorianese ospita il Monterosi. E quella che resta, il Montefiascone, è di scena a Rieti, nello stadio intitolato a Manlio Scopigno, l’allenatore filosofo. Scusate se è poco”.
Da brividi. Lei come la vede?
“Allora, intanto dico che sono fiero di ospitare una piazza come Viterbo nel mio piccolo, ma accogliente, campionato regionale. E vi auguro pure che la Viterbese sia di passaggio, da queste parti”.
Come è umano, lei.
“Grazie. Poi: sono contento pure di ospitare la famiglia Camilli, che mi conosce bene e che tra l’altro ha già vinto l’Eccellenza, quando ero molto più giovane. Ho coniato pure uno slogan. Lo vuole sentire?”
Se proprio insiste…
“Più Camilli meno sciacalli. Le piace? E’ il mio modesto augurio per un calcio fatto da persone competenti, appassionate, lungimiranti. Non dai birbaccioni, e mi risulta che a Viterbo di birbaccioni ne abbiate conosciuti parecchi”.
La pianti. Il passato è passato, non riapra certe ferite.
“Dico pure che la squadra che avete messo su è da sballo. Se poi dovesse arrivare anche Luciani, Romondini, o un altro centrocampista di lignaggio, riuscirei persino a inchinarmi, panza compresa. Ma attenzione: resto un campionato duro, tutto d’un pezzo, come Franco Nero in Django”.

Piero Camilli con i figli Vincenzo e Luciano e Sandro Zucchi

Piero Camilli con i figli Vincenzo e Luciano e Sandro Zucchi

Addirittura.
“Abituatevi alle partite alla mattina, almeno in trasferta. Dei derby ho già detto. Delle caviglie gonfie lo dico adesso. Come ha detto Piero Camilli? ‘Dove andremo ci aspetteranno’. Ecco, condivido al cento per cento. Ma ripeto: le qualità tecniche sono almeno di una spanna superiori agli altri. Il pubblico è eccezionale, lo avete già visto per le amichevoli. Se si vuole ripartire e tornare grande, be’, io sono l’uomo giusto per voi, anzi il campionato giusto”.
Due parole sulle altre squadre della Tuscia, giusto per non sembrare troppo viterbocentrici?
“Piano con le parolacce. Comunque. Caninese per la salvezza, ma è dura. Sorianese per i piani alti, sempre che arrivi una punta di lusso. Montefiascone e Monterosi? Per una salvezza più o meno tranquilla, con due allenatori che sono una garanzia nel lavoro e nei risultati”.
Abbiamo finito.
“Era ora. Debbo andare a togliere il vitello tonnato dal frigo. Sapete, è per la cena”.
Ci mette anche i capperi?
“Naturalmente”.

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