26092017Headline:

“Spendere bene e fare le cose al meglio”

michelini ciambella

Col vicesindaco Luisa Ciambella

Nonostante il caldo appare fresco come una rosa. Calda la temperatura atmosferica, calda anche quella politica e amministrativa, visto che le polemiche non mancano, anche se siamo solo all’inizio. Ma Leonardo Michelini, dopo 60 giorni di governo della città, sembra molto sicuro di sé e intenzionato a percorrere quella strada che aveva annunciato di voler seguire in campagna elettorale.

Come va la pressione arteriosa?

“Benissimo. Anche se in questi ultimi giorni non l’ho misurata. Però non sento lo stress. Anzi, dico che oggi ho molti più interessi di prima. Nel senso che prima mi occupavo di un settore specifico, quello della mia azienda e dell’associazione di cui ero presidente (la Coldiretti, ndr), oggi devo spaziare a 360 gradi”.

Sì, ma ci sono differenze tra il gestire un’azienda e un ente pubblico.

“Beh, l’impostazione è uguale, la differenza sta nel metodo. C’è un minimo comun denominatore che va tenuto presente in entrambi i casi: bisogna spendere bene e fare le cose al meglio. Il metodo è diverso perché nel privato decidi e fai, nel pubblico decidi insieme ad altri, talvolta sei costretto a rivedere le decisioni, e comunque, prima di fare, devi mettere a punto tutti gli adempimenti  burocratici. E’ chiaro che i tempi di esecuzione si rallentano”.

Che vuol dire spendere bene?

“Usare il criterio del buon imprenditore e del buon padre di famiglia. Per me è una priorità. Soprattutto perchè i soldi non sono miei, ma dei cittadini. E in questo che dico non c’è niente di politico, perché è diventato un modus operandi obbligatorio. Vale per la destra e per la sinistra. Vale per tutti”.

Con Beppe Fioroni

Con Beppe Fioroni

Dal suo insediamento sono trascorsi appena 60 giorni. Quali le difficoltà maggiori che ha incontrato?

“Al di la dei problemi che ho ereditato (il caso Esattorie e lo sfondamento del patto di stabilità, ndr) la difficoltà maggiore è stata quella di come mettere a punto una macchina in grado di poter rispondere all’impegno elettorale preso nei confronti dei cittadini. E nel chiedere impegni precisi alle altre istituzioni, Regione e Governo in primis. Purtroppo il coordinamento tra enti pubblici è farraginoso e non è facile. Però qualche risultato è stato portato a casa, come la defiscalizzazione nell’acquisto dei dearsenificatori, grazie soprattutto all’aiuto di alcuni parlamentari viterbesi (Fioroni e Mazzoli, ndr). Non credo sia cosa di tutti i giorni convincere il Governo a deliberare un provvedimento per un territorio piuttosto circoscritto. Anzi, il rammarico è che questa cosa sia stata poco pubblicizzata, probabilmente per mia responsabilità”.

Solo questo?

“No, c’è anche qualche aspetto che riguarda la struttura amministrativa. Di fronte a una classe politica tutta nuova rispetto alla precedente, in qualche dirigente c’è stato un po’ di irrigidimento o di freddezza, soprattutto all’inizio. Ma, tranne qualche particolare, era tutto prevedibile. Insomma, la cosa non mi ha sorpreso”.

Con i lavoratori di Esattorie

Con i lavoratori di Esattorie

E poi?

“Beh, devo dire che c’è un’estrema sovraesposizione della figura del sindaco rispetto a tutti i problemi della città: quelli grandi, ma anche quelli piccoli. Come se il sindaco si dovesse far carico di tutto. In una economia di impegni, è invece evidente che se sei preso per cose marginali si riduce il tempo per quelle importanti”.

Vuol dire che la giunta non funziona a dovere?

“No, non dico questo. Anche perché la squadra messa in piedi risponde a quel criterio di fiducia sulla base del quale è stata scelta. Io oggi sono pienamente convinto che ho investito bene sulle persone. Certo, c’è chi ha già esperienza, avendo fatto il consigliere comunale, e chi invece ha ottime capacità ma l’esperienza deve ancora farla”.

Il rapporto con la maggioranza consiliare com’è?

“La maggioranza è eterogenea ed è giusto che ci siano punti di vista diversi. L’importante è che alla fine ci si rapporti tutti insieme in un solco di coerenza. Non dobbiamo mai dimenticare infatti, che il centrosinistra ha sì preso il Comune, ma come l’ha preso potrebbe riperderlo, perché le rendite di posizione non esistono più. Ergo, ognuno si deve far carico di questa responsabilità nei confronti degli elettori che ci hanno votato. La fiducia accordataci non è un dato acquisito”.

Col consigliere regionale Riccardo Valentini

Col consigliere regionale Riccardo Valentini

E con la minoranza come va?

“La minoranza soffre molto di essere minoranza, essendo stata per moltissimo tempo maggioranza. Insomma, una situazione che sembrava consolidata è stata sconvolta. Finora non ho notato critiche utili e propositive, tendenti insomma a trovare soluzioni diverse, ma percorribili. Più che altro vengono proposte critiche fine a se stesse. Purtroppo, chi non è abituato a fare opposizione finisce per farla preconcetta. Anche su cose di poco conto”.

E allora, parliamo di cultura, visto che in questi giorni ci sono state un bel po’ di polemiche. Partiamo da Ferento?

“Certo, perché io su Ferento in campagna elettorale ci ho messo la faccia. Ferento deve rappresentare il risveglio della città, non solo culturale, ma come spirito di appartenenza a un territorio che è proprietà dei viterbesi. Se uno dimentica di essere proprietario di una cosa bella, perde la memoria della sua storia”.

Ferento simbolo di Viterbo?

“Beh, sì. Pensi, l’abbiamo pulita con meno di tremila euro. E deve rappresentare il fiore all’occhiello della città. Non sono sufficienti gli eventi che ora ci si organizzano. Ferento deve essere aperta sempre: non ci possiamo permettere di perdere turisti perché la location non è visitabile. Ferento insomma, va vista come un luogo che può produrre ricchezza”.

Al teatro romano di Ferento

Al teatro romano di Ferento

E come la mettiamo con le associazioni culturali che contestano la messa in discussione dei contributi a loro finora sempre elargiti?

“Le associazioni devono avere una loro dignità, ma devono pure accettare, in un sistema di sana concorrenza, che non si può avere diritto a tutto se poi uno non dimostra la qualità di quello che propone. Sono pervenute richieste di contributi da numerosissime associazioni per altrettanti numerosissimi eventi più o meno importanti. Io dico che verrà applicata una sana spendig review, visto il momento di difficoltà purtroppo ereditato e che ci porta a dover limitare le spese”.

I tagli riguarderanno anche Santa Rosa?

“No, quella è l’eccezione. Tra l’altro sulla Macchina ci saranno svariati miglioramenti, sul colore e sull’illuminazione. La sera del 3 settembre saranno a Viterbo personalità di spicco, di cui non posso dire nome per motivi di sicurezza. Sarà l’occasione per mettere in mostra il meglio di questa città”.

Com’è il rapporto coi media viterbesi?

“E’ bene che i media si comportino in maniera disomogenea. Vorrei però che nessuno fosse prigioniero dei propri pregiudizi”.

E dopo Santa Rosa?

“La priorità è l’arsenico. Impegnerò la Regione alla realizzazione del primo dearsenificatore a monte Jugo. Se i lavori cominceranno a settembre, a gennaio tutta la città potrebbe avere l’acqua senza arsenico. Poi c’è la Trasversale: il 2 settembre la Regione firmerà col Governo l’impegno a finanziarla con 100 milioni di euro”.

C’è altro?

“Il traffico. La parte medievale del centro storico va chiusa alle auto private, ma va rivista la viabilità per arrivare ai parcheggi. Oggi via Cairoli, via Matteotti, e via S. Maria Liberatrice sono sottoposte a uno stress eccessivo che ne provoca il repentino deterioramento. Poi ci sono i progettti Plus, per i quali è necessario un approfondimento. Cercheremo di migliorali riducendo l’impatto ambientale. L’obiettivo è quello di preservare la valle di Faul, nella sua unicità di parco agricolo all’interno della città. In corso d’opera cercheremo di recuperare questo aspetto naturalistico”.

Ultima domanda. Quante volte si sente con Fioroni?

“Fioroni va a intermittenza. A volte è corta, a volte è lunga”.

 

 

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360   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Una cosa da fare subito, senza esitazioni: cacciare a pedate dall’amministrazione e dalla maggioranza il clan di “Viva Viterbo”. Filippo Rossi da Trieste e il suo ottuso scudiero Barelli sono infatti impresentabili e imbarazzanti all’ennesima potenza. Michelini, pensaci tu!

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