25112017Headline:

Il biogas? Inquinerebbe l’Alfina

Torre Alfina

Torre Alfina

Per dire no agli impianti geotermici pilota, denominati Castel Giorgio e Torre Alfina, hanno scritto a chiunque. Associazioni ambientaliste e comitati cittadini dell’Orvietano, della Tuscia e del lago di Bolsena hanno preso carta e penna per rivolgersi al Governo, all’Unione europea, alle Regioni Lazio e Umbria, ai Comuni. La richiesta? Annullare il parere ministeriale di avvio del procedimento e della intera procedura di  valutazione di impatto ambientale. Il motivo del no? Il rischio di inquinamento per le falde acquifere e per il lago di Bolsena.

Era giugno quando il consiglio dei ministri ha detto no alle biomasse a Torre Alfina. Un altro progetto rispetto a quelli che ora minacciano la zona, che prevedeva 18mila metri cubi di costruzioni su un altopiano vincolato. Ma evidentemente l’area è attenzionata dalle società che operano nel settore delle rinnovabili. Pochi mesi, e si apre un nuovo braccio di ferro.

Il documento inviato ieri denuncia presunti conflitti di interesse ed errori procedurali nell’iter, ancora in corso, della procedura di  Via. “Il conflitto – dicono gli ambientalisti – sarebbe a carico sia di Franco Barberi, al contempo project manager della società Itw-Lkw Geotermia Italia Spa e membro della commissione governativa Cirm, la stessa che ha dato disco verde  ai due progetti geotermici. Sia dell’ingegner  Guido Monteforte Specchi, intervenuto in varie occasioni nel procedimento a favore della medesima società, pur essendo presidente della commissione nazionale per la Via del ministero dell’Ambiente”.

Poi, sempre secondo le associazioni, ci sarebbero gli errori di procedura commessi dalla Regione Umbria nel chiedere la Via. “Non hanno considerato – continuano – come l’impianto attualmente in valutazione, cioè quello di Castel Giorgio, aspiri i fluidi necessari al suo funzionamento da un unico campo geotermico denominato “Torre Alfina” che, per il 70%, si estende in territorio laziale e che pertanto la  procedura  per la valutazione dell’impatto ambientale andava effettuata d’intesa con la confinante  Regione Lazio”.

Il perché del no agli impianti? “Esigiamo – concludono le associazioni – che il Governo si faccia carico di una riconsiderazione totale dei previsti progetti di geotermia. Che, come si è visto solo recentemente in Svizzera, possono provocare terremoti, nonché nel nostro caso seri rischi di inquinamento delle falde acquifere, nonché del lago di Bolsena”.

 

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