21102017Headline:

Sistri ko, se n’è accorto pure il Parlamento

Confartigianato: il segretario Andrea De Simone

Confartigianato: il segretario Andrea De Simone

Inadeguatezza e farraginosità delle procedure, complessità del sistema organizzativo e logistico, malfunzionamento rilevato nel meccanismo dell’hardware e del software, costi e oneri, primo fra tutti il pagamento dei contributi di iscrizione al sistema. Queste sono le caratteristiche che fanno del Sistri (Sistema di tracciabilità dei rifiuti) uno strumento ingestibile, inutile e inefficacie. «Ci conforta apprendere – spiega Andrea De Simone, segretario di Confartigianato Imprese di Viterbo – che, recependo quanto la nostra associazione ha denunciato da tempo, sia stata avanzata un’interrogazione parlamentare in merito al Sistri, un sistema che non funziona e che impone un cambio di rotta».

Si torna dunque a parlare di Sistri, il sistema rilanciato dall’ex ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, con decreto ministeriale del 21 marzo. Uno strumento definito più volte “difettoso”e assolutamente inefficace e inadatto per le piccole e medie imprese. «Superare questo sistema – incalza De Simone – è una necessità dovuta alle innumerevoli inefficienze, complessità e costi inutili che comporta per le aziende. Basti pensare che negli ultimi 3 anni è costato agli imprenditori italiani 250 milioni di euro».

Lo strumento, fin troppo lontano dai criteri di efficienza, trasparenza, economicità e semplicità, va riprogettato completamente e sostituito con un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti pericolosi che non si traduca nell’ennesimo ostacolo per le imprese, le quali hanno espresso le loro numerose critiche al Sistri evidenziando come, del tutto inefficace e inadatto, lo strumento non faccia altro che nuocere all’imprenditoria appesantendola con ulteriori oneri burocratici e costi impropri.

«Che sia necessario un sistema di tracciabilità dei rifiuti pericolosi è certo – conclude il segretario De Simone – ma quello su cui dobbiamo lavorare è la creazione di uno strumento che, semplice e razionale, sia in grado di garantire ottimi risultati con il minor spreco economico possibile. Il che significa imparare a combattere le ecomafie con intelligenza e senza appesantire ulteriormente gli oneri delle nostre imprese».

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