23092017Headline:

“A Giù, me sistemi ‘stà pratica?”

Giulio Marini (con un collega) al suo posto di lavoro

Giulio Marini (con un collega) al suo posto di lavoro

La classe non è acqua. E Giulio Marini – va detto – la classe ce l’ha. Dopo 18 anni di vita politica esercitata da assoluto protagonista nella Tuscia, ieri mattina è tornato al suo lavoro, come un diligente scolaretto, al secondo piano della Camera di commercio. Un rientro in punta di piedi, senza puzza sotto il naso, ma con l’aria del neofita che si fa sistemare il computer da un collega esperto, il quale gli suggerisce come inserire la sua password per entrare nel sistema e poter così cominciare a lavorare.
Da ieri mattina, quello che è stato nell’ordine presidente della Provincia, senatore, deputato e sindaco di Viterbo, è di nuovo un funzionario che si occupa di internazionalizzazione e marketing dei prodotti viterbesi, anche se non ha intenzione di abbandonare la politica.
Ma a chi gli chiede come mai – visti i tanti ruoli ricoperti in passato – non ha cercato di ottenere uno di quei tanti posti di sottobosco di cui è piena la politica italiana, risponde: “Per una questione di dignità. Avrei potuto farlo, vista le mia conoscenze e amicizie. Quella con Antonio Tajani, in primis. Ma non gli ho chiesto niente perché mi sarei sentito umiliato. Torno al mio lavoro dopo aver fatto tante esperienze positive, in cui non sono mancati anche i momenti critici, ma ritengo che questa era la cosa giusta da fare e l’ho fatta. Anche per rispetto dei cittadini. Di quelli che mi hanno votato e di quelli che non l’hanno fatto. La politica non può essere un mestiere: è un servizio. Almeno così io l’ho sempre interpretata”.
E’ sereno Giulio Marini, ma soprattutto rilassato. “I cinque anni da sindaco – continua – sono stati uno stress pesantissimo. Non dico di essere stato contento di aver perso, ma adesso la mia vita è molto più tranquilla”.
Però la passionaccia politica non l’abbandonerà. “Per il momento – dice – sto alla finestra, in attesa anche di capire che succede nel mio partito. Poi deciderò. Intanto, non ho voluto incarichi di alcun tipo in consiglio comunale: il capogruppo del Pdl è giusto che lo faccia Claudio Ubertini. Poi vedremo”.
Domani è Santa Rosa e ci sarà il Trasporto della Macchina. “Ma io rimarrò a casa. La vedrò dalla televisione. Perché la Macchina è la festa della municipalità, del sindaco, della giunta. Quindi è giusto che Leonardo Michelini abbia la sua serata di gloria (come le ho avute io negli anni passati) senza nessuna ombra. Anzi, gli faccio i miei più sinceri auguri per un Trasporto meraviglioso”.
Entra un collega. “ A Giu’, c’è da sistemà ‘sta pratica” gli dice. E lui: “Va bene”. Perché lui è rimasto quello che era prima. Quello che potrai sempre chiamare “a Giu’”.

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16   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Non capiamo, francamente, cosa ci sia di eccezionale nel fatto che l’ex autista di Perugi, dopo quasi vent’anni passati a far flanella nelle stanze del potere a spese nostre, sia tornato a lavorare. Vai Giù, che con la pensione da parlamentare si vive meglio!

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