23092017Headline:

Chi salverà il distretto ceramico?

cgil civita castellanaUna crisi che non accenna a diminuire, e a farne maggiormente le spese sono i lavoratori, i più vulnerabili. Ma non dico niente di nuovo. Da una studio della Cgil del Lazio escono risultati drammatici: i lavoratori, cittadini del Lazio hanno perso dal 2009 ad oggi 5 miliardi di euro, considerando la cassa integrazione, la mobilità, licenziamenti, contratti non rinnovati, blocco per quelli della pubblica amministrazione, per non considerare poi la situazione occupazionale che vede arretrare quella legale ed aumenta invece il lavoro nero, malpagato e ovviamente privo di ogni diritto.

Il Viterbese in una fase così preoccupante, è una delle province più colpite. Tutti i settori lavorativi hanno subito un pesante arretramento, da quello edile, al commercio. E l’unico distretto industriale, quello della ceramica di Civita Castellana, sta subendo un ulteriore colpo che proviene tra l’altro da due delle più grandi aziende di quel distretto. Licenziamenti, in tutto, 119 alla Flaminia e alla Catalano. Due vertenze tutt’oggi in piedi. Ma il fatto grave è che le aziende in questione, non intendono attivare le procedure per attenuare il danno a quei lavoratori in esubero. Negati i contrattili solidarietà, o accompagnamento all’uscita con mobilità e quanto prevedibile. Non intendono siglare accordi sindacali. Se questo è il nuovo che avanza per i metodi di gestire un’azienda, e che magari continua a dividere gli utili, credo proprio che non sia la strada giusta.

La Filctem Cgil, con i lavoratori dell’area, sta operando in maniera coerente e mettendo in campo tutte le possibilità per salvare quelle aziende e quel distretto, che si sta svuotando della ricchezza che negli anni ha prodotto, grazie anche a quei lavoratori che oggi non servono più.

Naturalmente la richiesta della Cgil è al Governo e alla Regione, affinché mettano in campo subito politiche mirate a proteggere l’occupazione: un piano industriale che guardi a come aiutare le aziende nella commercializzazione dei prodotti anche attraverso la internazionalizzazione, sia come utilizzare al meglio i fondi europei che guardano proprio all’efficientamento energetico e di conseguenza abbattere i costi dell’energia.
Inoltre, la richiesta rivolta alla Regione, per traguardare questo brutto momento di transizione, è anche quella di rifinanziare gli ammortizzatori sociali in deroga, visto che la copertura prevista non è sufficiente, e che necessita nella nostra regione almeno di 100 milioni di euro.
La Cgil tutta, in questo momento di grande difficoltà per i lavoratori della Flaminia e della Catalano, esprime solidarietà e vicinanza auspicando che la trattativa in corso abbia esito positivo.

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