24112017Headline:

Il centrodestra ha scelto la lotta politica

Quando Marini e Arena pulivano Viterbo

Quando Marini e Arena pulivano Viterbo

E il centrodestra dov’era? L’iniziativa “Puli…Amo” Viterbo, che ha avuto il grande merito di risvegliare la coscienza civica di centinaia di persone, una pecca l’ha purtroppo dovuta registrare: quella della totale assenza dei rappresentanti dell’opposizione, i quali si sono ben guardati dal partecipare.

Peccato. Perché, stando al verbo “morettiano” (“Mi si nota di più se ci vado, o se non ci vado?”) l’assenza s’è notata, eccome. E l’hanno notata anche molti elettori di centrodestra che l’hanno deprecata (“Quando un’iniziativa è valida – hanno detto i più – non ha senso questo atteggiamento”).

Invece ha prevalso la lotta politica, ancora una volta. Sicché i vari Giulio Marini (che in tempi passati, quando era sindaco, s’era fatto vedere spesso con la ramazza in mano), Chiara Frontini, Luigi Buzzi, Giammaria Santucci (che almeno s’è divertito, avendo preferito andare a vedere dal vivo la sua Juve) e tutti gli altri hanno optato per il boicottaggio silenzioso, magari sperando in cuor loro in un clamoroso flop. Ignorando che, in un momento di profonda crisi tra istituzioni e cittadini, la voglia di partecipare c’è, eccome.

E l’iniziativa ideata dal sindaco (ma soprattutto dal suo vice Luisa Ciambella) ha avuto soprattutto il grande merito di far sentire la gente importante e di unirla su un obiettivo qualificante per la città. Al di là della mondezza raccolta infatti, la cosa più lieta da registrare è la voglia di partecipazione, il voler esserci, la riscoperta di quel senso di comunità che nel tempo s’era purtroppo affievolito.

Attraverso questa iniziativa palazzo dei Priori ha dato – dopo anni – l’impressione di avere le porte aperte per la partecipazione di quelli che sono i suoi azionisti. E gli azionisti hanno risposto alla grande, dimostrando di aver compreso alla perfezione il concetto di “bene comune”.

La storia ricorda il famoso discorso di John Fitzgerald Kennedy, pronunciato il 20 gennaio 1961 in occasione del suo insediamento alla Casa Bianca, in cui disse: “Non chiederti cosa può fare il tuo Paese per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo Paese”. Un concetto semplice, ma basilare per una democrazia evoluta. Un concetto che molti cittadini viterbesi hanno compreso, ma al quale sono rimasti purtroppo insensibili i rappresentanti della minoranza a palazzo dei Priori.

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20   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    A ciascuno la sua. Scopata.

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