24112017Headline:

Leonardo Michelini faccia il Michelini

Matteo Renzi

Matteo Renzi

Non voglio accodarmi ai denigratori (per preconcetto) che hanno cominciato a sparare sul neo-sindaco viterbese Leonardo Michelini, né tanto meno celebrarne l’agiografia (anche se qualcuno mi ha già apostrofato come “Istituto Luce” del primo cittadino), ma cercare di analizzare l’operato di un esecutivo che ha appena 90 giorni di vita e che dunque dovrebbe usufruire ancora della cosiddetta “luna di miele”.

Fatta questa premessa, si dibatte molto in questi giorni sul grado di produttività della giunta di palazzo dei Priori e le critiche piovono un po’ a raffica: “non fanno niente” è il refrain che si sente più spesso, perché c’è chi vorrebbe tutto e subito, ignorando (o facendo finta di ignorare) che i tempi della pubblica amministrazione sono quelli che sono, anche a prescindere dalla volontà di chi amministra. Se poi non si crea il giusto feeling con la dirigenza irremovibile (in tutti i sensi) del palazzo, è chiaro che la questione si può complicare maledettamente. A questo vanno aggiunti almeno due fattori. Il primo: le emergenze non programmate cui il nuovo esecutivo si è trovato di fronte, a cominciare dalla bomba “Esattorie”. Il secondo: la rigidità di un bilancio economico nel quale le risorse sono più che scarse, che non consente assolutamente voli pindarici di sorta. A questi due fattori ne va aggiunto un terzo: l’inesperienza di alcuni membri dell’esecutivo , cui va concesso almeno il tempo di capire dove sono capitati.

Detto tutto questo, che la macchina giri un po’ troppo lentamente è vero. Soprattutto, a 90 giorni dalle elezioni, ancora non si è capito qual è la città che Michelini ha in mente, cosa vuol cambiare, dove vuole intervenire per dare la sua impronta a un territorio abituato ormai da lustri a vivacchiare nella mediocrità. Va bene tagliare i nastri e presenziare ai convegni ed eventi (ma talvolta si potrebbe anche delegare), ma poi quello che veramente conta per un’amministrazione comunale è la progettualità.

Alcune sere or sono mi sono gustato in televisione per quasi due ore la cronaca diretta (trasmessa da una tv satellitare) della festa del Pd di Firenze, con ospite – neanche a dirlo – il sindaco Matteo Renzi. Al quale, dopo le solite e rituali domande su Berlusconi, Bersani, D’Alema e Letta, è stato chiesto di resocontare sulla sua attività di primo cittadino, visto che nel capoluogo toscano si andrà a votare la prossima primavera. Ebbene, mi sono impressionato dalle cose fatte da quel sindaco, spesso sfidando anche l’impopolarità (sulla pedonalizzazione di una piazza, osteggiata da alcuni commercianti, ha detto testualmente: “Preferisco perdere qualche consenso, piuttosto che perdere la faccia”). E allora dico: come fa a non piacerti uno come Renzi? Almeno in questo, non sarebbe da imitare?

Tornando a bomba e concludendo. Michelini non deve fare il Renzi, ma faccia il Michelini, quello della campagna elettorale. Stili un programma di cose concrete da effettuare nel breve, medio e lungo periodo. Lo porti in consiglio comunale (dopo averlo condiviso con la sua maggioranza) e stabilisca modi e tempi di attuazione.  E poi faccia. Perché la luna di miele (che si concede a tutti) sta per finire.

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338   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Michelini sia un decisionista rapido, non al rallentatore com’è sembrato finora. Certo che la zavorra dei vivaviterbicoli, in primis l’ottuso Barelli, non è che l’abbia molto aiutato…

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