25112017Headline:

Letta e Grasso: gli ospiti invisibili

Piero Grasso a palazzo dei Priori

Piero Grasso a palazzo dei Priori

Dice che c’erano Letta e Grasso. Dice…

Dice che a palazzo dei Priori, per la festa di Santa Rosa 2013, hanno presenziato nientepopòdimeno che il presidente del Consiglio dei ministri e quello del Senato. Dice..

Dice che hanno visto la Macchina e che ne sono rimasti entusiasti. Dice…

Dice che entrambi sono arrivati quatti quatti da valle Faul, hanno salito le scalette che portano ai giardini di palazzo dei Priori e poi quelle che conducono alle sale di rappresentanza, già abbondantemente riempite dagli ospiti di riguardo. I giornalisti non c’erano. Quelli – per incomprensibili motivi di sicurezza – sono stati tenuti fuori dal palazzo finché il premier non è arrivato; poi sono stati fatti stazionare per un’altra mezz’ora nei giardini; poi un’altra mezz’ora nella sala consiliare, mentre i papaveri stazionavano in quella delle bandiere, la cui porta era protetta da Digos, Antiterrorismo, Marines americani, Artificieri e cani antidroga.

Dice che a un certo punto i due hanno deciso di esternare brevemente il loro pensiero, rigorosamente limitato a Santa Rosa e alla sua festa (anche se gli si sarebbe potuto chiedere all’uno che aria si respira in Senato alla vigilia della riunione della commissione per le immunità, che dovrà decidere sulla decadenza di Slvio Berlusconi; e all’altro quanto costerà agli italiani aver abrogato l’Imu per tutti, visti i tagli lineari che il Governo ha già dovuto fare su sicurezza, trasporti, lavoro e altre belle cose). Invece, niente.

Grasso si è limitato a dire che in campagna elettorale aveva promesso di venire a Viterbo per S. Rosa e di aver mantenuto la promessa, a differenza di altri. Poi ha aggiunto: “Santa Rosa è la rappresentazione della tenacia”. La stessa che ci vuole per guidare il Senato? “Beh, in un certo senso sì”.

Ed Enrico Letta? Con un Beppe Fioroni a fare da angelo custode il premier ha detto: “Sono toscano e perciò sento molto queste manifestazioni popolari, che poi sono il cuore dell’Italia. Per questo cercheremo di promuoverle e sostenerle anche nel prossimo decreto sulla Cultura. Mi avevano detto che Santa Rosa fosse una festa unica, ma adesso che lo vedo di persona sono ancora più colpito. Più fatica i facchini o il mio Governo? E’ la stessa cosa: fatichiamo tutti per il bene dell’Italia”.

Grasso poi è voluto andare al monastero delle Clarisse, per conoscerle e per vedere da lì l’arrivo della Macchina. Letta invece ha preferito twittare “Uno spettacolo straordinario”.

Il problema però è che il bagno di folla, come sarebbe d’uopo in questi casi, non c’è stato. Come non c’è stata la discesa in piazza con la Macchina ferma davanti a palazzo dei Priori. E chi ha buona memoria non può dimenticare l’arrivo trionfante di Silvio Berlusconi nel 2009, proprio in una piazza del Comune stracolma di gente osannante.

Ma Letta non è Berlusconi…

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26   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    In compenso i viterbesi possono godere delle frequenti epifanie di due personaggi autorevolissimi come Filippo Rossi da Trieste e Barelli l’ottuso. Non è poco.

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