25112017Headline:

Si andrà in ospedale solo quando serve

Luigi Macchitella

Luigi Macchitella

Era atteso manco fosse la proclamazione degli Oscar. Ma ora la suspense è (quasi) finita. L’atto aziendale che ridisegna l’organizzazione della sanità viterbese ha la forma di un librone di oltre cento pagine. Lì dentro c’è il disegno di come saranno i servizi sanitari nei prossimi anni. Lo ha presentato ieri l’autore, il commissario straordinario Luigi Macchitella, alla comitato ristretto dei sindaci. Il contenuto è vasto, ma sono tre le principali novità: diminuzione delle figure dirigenziali, taglio dei distretti sanitari, aumento dei servizi territoriali. L’ottica ispiratrice, volendo sintetizzare, è questa: si andrà in ospedale solo quando sarà indispensabile. Per le restanti prestazioni ci si rivolgerà alle case della salute che nasceranno sul territorio per ospitare diversi servizi, dal medico di base agli ambulatori.

TAGLIO DEI DIRIGENTI

Macchitella è andato oltre le linee guida regionali che imponevano la misura delle riduzioni. Perdono due unità i dirigenti dei dipartimenti, calano da 74 a 70 quelli delle unità operative complesse (i primari, per intenderci) e da 138 a 90 i responsabili delle unità operative semplici dipartimentali. Il taglio totale è di 54 figure apicali. Per alcune specialità, poi, verrà nominato un unico primario che gestirà i reparti di tutti gli ospedali della provincia (il polo centrale di Belcolle con i padiglioni di Montefiascone, Ronciglione e Acquapendente, l’ospedale di Tarquinia e quello di Civita Castellana).

ACCORPAMENTO DEI DISTRETTI SANITARI

Ora sono cinque, rimarranno tre. A Montefiascone avrà sede il distretto A, con 28 comuni ora nel Vt1 e nel Vt2. A Viterbo resta la paternità del distretto B che guadagna tutti i paesi ora nel Vt3. Infine, ci sarà il distretto C di Vetralla, risultato dell’unione degli attuali Vt4 e Vt5. Ogni distretto avrà tre dirigenti sparsi sul territorio (esempio per il primo: un responsabile sarà a Tarquinia, uno ad Acquapendente, uno a Montefiascone), con competenze diverse (bisogni di salute, produttività ambulatoriali, responsabile dei percorsi sanitari).

L'ospedale di Belcolle

L’ospedale di Belcolle

SERVIZI TERRITORIALI

Aumenteranno le prestazioni di cui il cittadino potrà usufruire vicino casa. Quelli che una volta erano ospedali, come Acquapendente, Montefiascone, Ronciglione, Orte e altri diventeranno case della salute sul modello della Toscana e dell’Emilia Romagna. Si tratta di centri che aggregheranno tutti i servizi al di fuori delle prestazioni specialistiche ospedaliere. Lì dentro si troverà il medico di base ma anche l’ambulatorio. Solo chi è affetto da malattie gravi si recherà in ospedale. Le classiche degenze sono, almeno su carta, destinate a diminuire mentre aumenteranno i servizi collaterali (compresa l’assistenza domiciliare e le prestazioni per malati cronici). Tutte operazioni messe in campo per aumentare la qualità dei servizi così da ridurre la mobilità passiva che ora costa 129milioni l’anno.

I COMMENTI DEI SINDACI

Positive, sinora, le reazioni. Da Tarquinia, il primo cittadino Mauro Mazzola afferma: “E’ un piano impostato nella maniera giusta. Si lavora molto sul distretto sociosanitario, con maggiore collaborazione coi comuni. Aumenta l’assistenza domiciliare, rispetto ai servizi ospedalieri. Lo spirito è quello di andare più vicino al cittadino, ottimizzando le risorse, riqualificando il mondo sanitario e ospedaliero”. L’ospedale di Tarquinia chiuderà accordi con la Asl di Civita Castellana (ostetricia, per esempio, verrà gestita in collaborazione). Anche Alessandro Giovagnoli, sindaco di Ronciglione, guarda con favore all’atto aziendale:  “A livello di principi è giusto perché prevede un rientro dei costi senza tagliare i servizi. Anzi, sul territorio le prestazioni aumentano. Al di là dell’aspetto campanilistico la sanità deve funzionare. E spostare servizi sul territorio ritengo sia la strada giusta da seguire”.

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380   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Speriamo che non sia una rivoluzione sotto il segno di Peppe Bucìa, che già tanti danni ha fatto alla sanità locale…

  2. enrico cesarini scrive:

    “Si andrà in Ospedale solo quando sarà indispensabile” , ma non a Viterbo che di Ospedale ne ha solo mezzo. Se non si finisce Belcolle non c’è Atto Aziendale che serva veramente al Cittadino. Infatti anche stavolta solo tagli e accorpamenti. Le nozze coi fichi secchi.

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