20092017Headline:

Il congresso Pd comincia coi botti

primarie_pd_m7Contrordine, compagni. Vietato votare Andrea Egidi. O meglio, lo stalinista Andrea Egidi, così come è stato apostrofato da alcuni militanti del Pd che ieri stavano celebrando il loro congresso di circolo a Bagnaia.

E così, se qualcuno pensava che nella Tuscia l’assise piddina sarebbe filata liscia come l’olio, s’è sbagliato di grosso. La guerra è cominciata subito con un colpo di teatro e rischia di diventare ancora più cruenta nei prossimi giorni, se le varie fazioni (pardon, parti) non addiverranno a un accordo.

Materia del contendere (pensate un po’) le presidenze dei vari circoli viterbesi del partito: un labirinto nel quale – per chi è fuori dai giochi di potere tutti interni al partito – è difficilissimo districarsi, ma che evidentemente  contano, e molto, nella gestione interna dello schieramento. Tanto che, al congresso del circolo di Bagnaia, le due parti in campo se le sono dette e date di santa ragione.

Da un lato il duo Andrea Egidi e Sandro Mazzoli: il primo candidato a una quasi sicura riconferma per volontà del lider maximo viterbese Beppe/Peppe Fioroni, il secondo già miracolato lo scorso febbraio con l’elezione in Parlamento grazie al porcellum (e la colpevole non belligeranza del solito Beppe/Peppe). Dall’altro l’ala cattolica del partito (vogliamo chiamarla fioroniana?), che Egidi e Mazzoli avrebbero tentato di far fuori da tutte le cariche cittadine (segno che la riconoscenza in politica è proprio figlia di madre ignota).

Tant’è che proprio Egidi a Bagnaia ha cancellato addirittura dalla lista che avrebbe dovuto sostenerlo i candidati di area moderata. E’ chiaro che i cattolici moderati alla fine la moderazione l’hanno messa da parte e non hanno più praticato la pratica del perdono. Anzi, si sono rifatti direttamente alla Bibbia: occhio per occhio, dente per dente. E a Bagnaia su Melissa Mongiardo (che si è ritirata) ha prevalso Domenico Tarantino.

Poi, i sostenitori di Tarantino hanno apostrofato Egidi come stalinista. “Il candidato segretario provinciale Egidi – hanno scritto in una nota – con arroganza mai vista e che non ha precedenti in nessun consesso democratico ha espulso i nostri candidati a suo sostegno all’assemblea provinciale. Si tratta di un episodio senza precedenti di tentare di espellere delegati a suo sostegno acquisendo comunque voti di una componente fondamentale e fondante del Pd e della sua candidatura. Il candidato Egidi, arrogantemente, presume di avere il diritto di avere i nostri voti, ma non i nostri uomini. Tale comportamento arrogante e stalinista va corretto immediatamente”.

Di più. “ Ma ti pare possibile – diceva ieri sera un militante di vecchia data – che il Pd a Viterbo, vincitore del Comune dopo vent’anni grazie soprattutto all’ala moderata, debba essere rappresentato solo dai soliti comunisti? E se oggi Mazzoli e la Terrosi stanno in Parlamento e Panunzi in Regione lo devono soprattutto a noi”.

Come si vede l’atmosfera è abbastanza frizzante e adesso la curiosità è tutta per capire cosa accadrà nelle prossime ore. “Se tale comportamento dovesse continuare in altri circoli – scrivono ancora i moderati (si fa per dire) – saremo costretti a richiedere l’annullamento di un processo congressuale provinciale che, unico caso nella stagione congressuale in atto in tutta Italia, decide di epurare la componente moderata al suo interno, divenendo quindi una assise politicamente delegittimata”. Chiaro, no?

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Un stalinista parastatale, pagato con il finanziamento pubblico, quindi anche con i soldini di chi non vota PD.

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