21092017Headline:

La Federlazio dà la sveglia al Comune

Giuseppe Crea e Rino Orsolini

Giuseppe Crea e Rino Orsolini

E’ l’export che ci tiene a galla. Anzi, che può farci decollare. Perché l’economia viterbese, vista da Federlazio, non è che offra molti motivi per nutrire grandi speranze. «Anche se – sottolinea il presidente, Rino Orsolini, nel presentare l’indagine congiunturale del primo semestre 2013 – stanno arrivando piccoli, speriamo promettenti, segnali verso una faticosa uscita alla crisi». «Deve aiutarci il governo – sollecita Orsolini – chiamato ad elaborare un progetto chiaro di risanamento e di rilancio del Paese. E deve aiutarci la nuova amministrazione comunale: si dia quella mossa che ancora aspettiamo». Ancora una piccola digressione in chiave politica: «La nomina di Delli Iaconi all’assessorato allo Sviluppo? Nulla di personale sulla scelta, ma avremmo preferito che Michelini ne avesse discusso prima con noi».
Lo stato di salute della nostra economia. Non buono e si sapeva, però il malato da segnali di ripresa. Le esportazioni sono cresciute del +51,1% rispetto ai sei mesi precedenti. A tirare soprattutto gli ordini dall’area Ue, prova ne sia che nessuno degli imprenditori intervistati ha dichiarato perdite di mercato, rispetto al -75% di fine 2012. A pesare sulla bilancia le ceramiche di Civita Castellana e (sorpresa) alcune ditte del capoluogo specializzate in alta tecnologia, soprattutto di tipo militare.
Per il resto pochi segnali, quasi impercettibili, di risveglio: la produzione, dopo due semestri consecutivi in rosso, fa registrare un aumento del +13,3%; il fatturato sale dal +8,3% al +18,8%. «Indicazioni – precisa il direttore, Giuseppe Crea – che evidentemente non possono aiutare sul versante dell’occupazione che continuerà a scendere anche nel 2014. Solo il 5,3% degli intervistati ha segnalato una crescita degli occupati, mentre l’8,8% ha denunciato una diminuzione». E c’è da aggiungere che spesso si tratta di posti traballanti perché la metà delle nuove assunzioni è a tempo determinato, nel 28,6% dei casi si tratta di rapporti comunque saltuari e solo nel 21,4% di contratti a tempo indeterminato. A testimonianza della sofferenza dell’imprenditoria anche la crescita della cassa integrazione, alla quale ha dovuto ricorrere quasi un’azienda su tre.
Un’economia sostanzialmente depressa e che non autorizza previsioni rosee: nessuno degli imprenditori prevede un aumento della produzione, mentre uno su quattro intravede anzi una diminuzione. Analogo quadro anche per quanto riguarda l’occupazione pure se i numeri sono leggermente diversi. Colpa soprattutto dell’insopportabile pressione fiscale, denuncia il 33,4% degli intervistati. Constatazione amara ed un po’ sconsolata del presidente Orsolini: «Paghiamo l’Iva anche sulle tasse».

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15   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Proponiamo di esportare all’estero Filippo Rossi da Trieste e l’ottuso Barelli. Come non li vuole nessuno?

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