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“La nuova sfida dei moderati”

Beppe Fioroni

Beppe Fioroni

L’incontro è casuale, in un prato vicino San Martino. “E tu che fai qui?” “Porto a spasso il cane”. Che poi è uno stupendo carlino al quale sembra che abbiano dato un pugno in faccia.

L’uomo col cane – incredibile ma vero – è Beppe Fioroni in una variabile domenica d’autunno, col sole che comunque fa capolino di tanto in tanto e rende tiepida l’atmosfera.

Anche se il telefonino trilla ogni tre minuti, l’occasione è ghiotta per una chiacchierata in libertà, senza ovviamente rivelare che poi tutto finirà nero su bianco. E l’uomo è in vena di confidenze, anche perché mi deve spiegare la sua vera posizione congressuale: no a Renzi e ni a Cuperlo, e se dovesse concretizzarsi una terza via….

Allora Peppe, mi fai capire cosa sta accadendo nelle stanze che tu frequenti?

“Il quadro politico è cambiato. Al netto degli orfani di Berlusconi, sia come figli che come antagonisti, lo spartiacque della politica non c’è più. Nulla sarà più come prima”.

Questo l’ho capito anch’io. Ma che succederà nel Pdl?

“Bisogna avere pazienza. Oggi è inutile alzare sempre più l’asticella sulle cosiddette colombe: mese più, mese meno, i moderati saranno chiamati a una nuova sfida: rifondarsi dopo Berlusconi”.

E secondo te ci riusciranno?

“Penso e spero di sì. Del resto il limite di Berlusconi è quello di non aver saputo mettere nel suo concetto di bipolarismo nessun limite a destra. Oggi i moderati del centrodestra inglobano leghismo e destre estreme. Fortunatamente c’è chi ha deciso di cambiare”.

Vabbè, ma così addio bipolarismo…

“Eh no. Il bipolarismo non lo fa la legge elettorale ma soggetti politici che viaggino oltre il 30 per cento.

E Grillo dove lo metti?

“Grillo c’è perché Pdl e Pd non sono grandi partiti. Bisogna cambiare faccia e cultura politica. Non le facce”.

Ogni riferimento a Renzi è puramente casuale…

“Renzi la deve smettere di fare il dottor Jeckill mr Hyde. Si è spostato a sinistra e predica politiche di destra. Io dico che va evitato l’opportunismo, dichiarandosi socialdemocratici, proponendo politiche di destra e dichiarandosi contrario alle grandi intese”.

Ho capito. Renzi non va bene. E allora come dovrebbe essere il tuo Pd?

“Oggi il Pd può essere tutto, ma non deve tornare indietro, alla socialdemocrazia. Deve guardare avanti e aprirsi al popolarismo, al cattolicesimo, all’ambientalismo. Il nodo è andare oltre le famiglie europee”.

A Pe’, belle parole. Ma la sostanza?

Il Pd deve fare chiarezza al suo interno e sperare nelle scelte dei post berlusconiani e di scelta civica, che magari compongano un soggetto politico unico per un’alleanza di governo”.

Beh, la continuazione di quello che si sta creando adesso.

“Dopo le rottamazioni, le asfaltature e le affabulazioni berlusconiane l’Italia ha bisogno di una stagione della competenza e della serietà del fare”.

Peppe, un nome.

“Letta per gli italiani incarna questo, al di là di ciò che dice Renzi, il quale fa come Penelope. In privato ne parla bene, in pubblico lo piccona. Ma dopo quello che è accaduto questo governo durerà almeno fino al 2015 e chi trama lavora contro l’Italia e gli italiani”.

Vabbè, allora che si fa l’8 dicembre?

“Tutti devono sapere che si vota per il segretario del Pd e non presidente del consiglio”.

Bella frase. Complimenti. Però sei il solito democristiano.

 

 

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321   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Peppe Bucìa con i suoi frequenti sproloqui e confessioni ha molto rotto i c.

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