23102017Headline:

La suggestione di portarne una al Duomo

L'incontro di ieri in Comune

L’incontro di ieri in Comune

Chiudete gli occhi e aspettate un attimo. Poi riapriteli, in una qualsiasi piazza di Viterbo, della Viterbo monumentale. Al posto delle macchine di lamiera, quelle che inquinano e che strombazzano, ecco le Macchine. Di Santa Rosa. Leggere, lucide, longilinee. Spilli che salgono per infilare il cielo, magari per scena, magari per raggiungere la loro santa bambina. Ecco, questo spettacolo bello e forse possibile è allo studio di chi decide le cose in questa città. Cioè il Comune, che ieri ha incontrato un gruppo di lavoro decisamente qualificato per capire se sia davvero possibile realizzare questo progetto: tre, forse quattro Macchine di Santa Rosa nelle piazze, nel periodo natalizio. Ferme, illuminate, così vicine da toccare, e accarezzare, e baciare. Una Santa Rosa di dieci giorni, forse due settimane, aperta a tutti, e che stimolo per lo shopping natalizio, e che spettacolo per i turisti ignari (o forse no).
La riunione preliminare di ieri è andata bene. C’era il sindaco Michelini, c’era mezza giunta, dalla vice Ciambella, ad Alvaro Ricci, a Lella Saraconi, a quel Giacomo Barelli che questa idea l’ha avuta e la sta portando avanti. Parliamoci chiaro: se si realizzerà, se funzionerà, la prossima Macchina dovrebbe essere dedicata a San Giacomo, anche come minimo risarcimento di tutti quegli attacchi pretestuosi che ha subito l’assessore nostro. E ancora: c’erano i costruttori degli ultimi campanili, Battaglioni, Fiorillo e Cesarini (non necessariamente in quest’ordine). C’era il sodalizio dei Facchini che fa rima con Mecarini. C’erano i tecnici, a partire da quell’ingegner Grazini che – per chi non lo sapesse – è il professionista che fece partire la Macchina devastata dalla tromba d’aria del 2007, qualche metro più avanti. Un genio che ce l’abbiamo solo noi.
L’incontro è andato bene, tanto da farci sopra pure un comunicato ufficiale. I nostri cervelli si rivedranno ai primi di novembre, dopo il ponte. Il Post è in grado di darvi qualche chicca aggiuntiva. Tipo: si sta pensando seriamente di portare una Macchina anche in piazza San Lorenzo, là dove non è mai stata, al cospetto del Duomo e del palazzo Papale. Un’immagine da cartolina. Peccato che via San Lorenzo sia troppo stretta: ci passerebbe soltanto una base delle quattro Macchine prese in considerazione (Sinfonia d’Archi, Tertio Millennio adveniente, Ali di luce e Fiore del Cielo). Il sindaco Michelini, arrembante come non mai, sarebbe comunque pronto a chiedere l’aiuto degli elicotteri dell’Aves (aviazione esercito) per un trasporto volante che sarebbe un evento nell’evento, tipo quando consegnano l’albero di Natale al Vaticano, o alla Casa Bianca. Da orgasmo puro, ma forse non ce ne sarà bisogno. Ancora: piazza San Lorenzo è un’ipotesi, ma non ancora definitiva. Perché bisogna capire a dicembre quanto la piazza-più-bella-del-mondo sia esposta al vento e alle correnti. In ogni caso, quei gufacci che temono per la sicurezza delle Macchine, delle Nostre Amate Signore, possono stare tranquili: visto che non dovranno camminare, né essere trasportate dai ragazzi in biancorosso, si potrà zavorrarle e bilanciarle a piacere. Affinché neanche un alito bastardo di brezza possa rovinare quello che potrebbe essere un Natale indimenticabile. Bianco non di neve, ma del bianco della Santa nostra.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    In piazza anche una gigantografia della faccia dell’ottuso superassessore Barelli. Uno spettacolo, ça va sans dire, consigliato a un pubblico adulto.

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