24112017Headline:

Meroi: “Chi di crediti colpisce…”

Il presidnete Marcello Meroi

Il presidente Marcello Meroi

No, non siamo ancora alla specialità olimpica di buffi (no, non tuffi: buffi, debiti) che pure se fosse ammessa alle prossime Olimpiadi di Rio de Janeiro vedrebbe l’Italia senza rivali in quanto a medaglie. Peccato. E però tra Comune e Provincia sta venendo fuori una bella sfida. Se la vicesindaco Luisa Ciambella, l’altro giorno, ha accusato l’amministrazione di via Saffi di non aver corrisposto l’affitto per i locali dell’ex Tribunale, in piazza della Rocca, per un totale di 78 mila euro, lasciando intendere anche di essere pronta a muoversi per vie legali, ecco la replica. Del presidente Marcello Meroi. In soldoni, naturalmente.

“Se vogliamo parlare di somme da dare e da ricevere, ecco, mi permetto di sottolineare che dal Comune di Viterbo dobbiamo incassare ancora l’aliquota della Tarsu. A quanto ammonta? A 970 mila euro circa, ai quali se pure vogliamo togliere l’affitto di quei locali, resterebbero comunque sui 900 mila”.  Il conto è presto fatto: la Tarsu, la tassa sui rifiuti solidi urbani, viene riscossa dai Comuni e una parte, il 5 per cento, deve essere girata alla Provincia. Ora, per il quinquennio 2008-2012 (“Perché sappiamo benissimo che il 2013 è ancora in fase di riscossione, anche se siamo ad ottobre”, punzecchia Meroi), palazzo Gentili dovrebbe avere in totale quasi un milione e novecentomila euro, 1.882.867 euro, per la precisione. Di questi, non sono ancora arrivati oltre un milione e trecentomila (1.313.199, sempre per la precisione). Una cifra enorme, che riguarda tutti e sessanta i Comuni della Tuscia, compresa Viterbo, che giusto per rendere onore al suo stemma cittadino, in questo caso fa la parte del leone: “Il capoluogo incide per il 70 per cento. Oltre 970 mila euro, insomma, che dobbiamo ancora ricevere dal Comune di Viterbo – spiega Meroi – e che se vogliamo paragonare ai 78 mila che dobbiamo noi per l’affitto, sono dodici volte quella cifra”. Come dire: chi è senza debiti scagli la prima pietra.

Ora, il presidente è troppo esperto e posato per cadere nelle polemicucce tra enti e amministrazioni, che saranno pure parenti (cugini?) ma che alla fine hanno maggioranza di colore politico diverso. E lo stesso Meroi sa benissimo che i problemi di una Provincia possono essere gli stessi di un Comune, e viceversa. Sono tutti sulla stessa barca, insomma, in questi tempi di burrasca. E perciò magari ci si viene incontro, quando c’è da chiudere un bilancio, quando si può rimandare, quando si può trovare un accordo tra gentiluomini. Così hanno sempre funzionato le cose, col buonsenso amministrativo, ma è ovvio che “che se il Comune di Viterbo mi dovesse sollecitare tramite canali ufficiali il saldo degli affitti, a mia volta farei lo stesso per avere ciò che spetta alla Provincia dell’aliquota sulla Tarsu”, spiega Meroi. E continua: “Abbiamo lavorato a fondo, su questo aspetto, per venire incontro alle esigenze dei vari Comuni. Abbiamo recuperato laddove potevamo recuperare subito, aspettato laddove c’era bisogno di aspettare, sempre con un rapporto onesto e trasparente. Da persone che amministrano da anni, sul territorio, e non da chi si improvvisa Merkel in appena qualche mese di Governo”.

Con una postilla, che è un’apertura, perché dopo le schermaglie c’è anche un tempo per ragionare sul bene della cosa pubblica: “Mettiamoci a tavolino. Comprendiamo la situazione del Comune oggi, come la comprendevamo ieri. E a proposito: anche l’amministrazione Marini ci aveva chiesto il saldo di quegli affitti”. Ma forse lo aveva fatto in modo diverso, meno spettacolare, e più comprensivo. Che non vuol dire per forza meno efficace.

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323   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Una polemica, quella del Sor Meroi, degna di un avvocaticchio d’una piccola pretura di provincia. Ma l’uomo, si sa, è il suo stile.

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