16122017Headline:

Regione, con Zingaretti inversione di tendenza

Regione-LazioIl pagamento dei debiti alle imprese e agli enti locali, la maggiore facilità per l’accesso al credito. La semplificazione della macchina amministrativa, il taglio ai costi della politica, una particolare attenzione per il Viterbese che, sotto la Giunta Polverini, era diventato il fratello povero della Capitale. Sono questi i temi che, con l’avvento di Nicola Zingaretti, hanno segnato un’inversione di tendenza in Regione. Pensando a questi primi otto mesi da consigliere regionale, però, la prima cosa che mi viene in mente è il contatto diretto con le persone e con le loro storie, l’umanità che si trascinano dietro, i problemi che mi sottopongono e i consigli che spesso mi danno. Non passa giorno che non abbia visitato uno o più paesi della provincia: un lavoro che, aggiungendosi a quello in Consiglio regionale, è affascinante e faticoso, ma comunque pieno di soddisfazioni. Faccio semplicemente quello che avevo promesso in campagna elettorale anche perché non conosco un altro modo di fare politica se non quello di ascoltare, confrontarsi, essere disponibile. Dal confronto e dalla conoscenza dei problemi nascono le decisioni: come si può decidere se prima non si conosce la materia di cui si parla?

Ho trovato un territorio che ha fame di essere ascoltato, bisognoso di risposte. Ma anche un territorio vitale, dove nonostante tutto ci sono delle eccellenze che hanno solo bisogno di essere messe in rete e aiutate. Molto costruttivo, in questi mesi, è stato anche il rapporto con le Amministrazioni locali, in primo luogo con i sindaci. La Regione Lazio, come noto, è stata la prima in Italia firmare il contratto con il Governo per il pagamento dei debiti verso le imprese e gli enti locali: quei sindaci ora, grazie a questo provvedimento, potranno dare risposte concrete. Connesso a tale tema è quello dell’accesso al credito: è stata avviata una riforma radicale con l’assorbimento di quattro società (Bic Lazio, Filas, Unionfidi, Banca Impresa Lazio)  da parte di Sviluppo Lazio., con un risparmio quantificabile tra i 4,5 e i 6 milioni di euro (il numero dei componenti dei Cda passerà dagli attuali 23 a solo 3 membri in Sviluppo Lazio).

Altra novità di non poco conto è la nuova gestione di fondi europei: abbiamo già riattivato i 600 milioni di euro che sono stati investiti per lo sviluppo dell’agricoltura, per sostenere gli investimenti delle Pmi, per portare energia pulita negli edifici degli enti locali. Siamo fieri, inoltre, di avere dato avvio a quello che io considero un dovere della classe politica: razionalizzare gli enti, accorpare, semplificare. Qualche esempio? La riforma delle direzioni: ora ce ne sono 12 e non 20 o il taglio alle poltrone dei cda nelle società regionali: prima erano 88, ora soltanto 13. . Ancora: abbiamo avviato il rilancio della centrale unica degli acquisti, grazie alla quale qualsiasi fabbisogno di beni e servizi verrà vagliato e acquistato dalla centrale unica con un risparmio notevole. Sono consapevole che le responsabilità sono tante e il lavoro da fare enorme, ma sento intorno tanto entusiasmo e tanta voglia di fare che ci porteranno sicuramente lontano.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Cala, cala, cala Panunzietto!

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