20092018Headline:

Rossi: “Il salto di qualità o il baratro”

Filippo Rossi

Filippo Rossi

Mentre Andrea Baffo, il direttore organizzativo di Caffeina, abbonda con gli effetti speciali e con le citazioni più o meno colte (da Julio Velasco a Tony D’Amato alias Al Pacino in “Ogni maledetta domenica”), il direttore artistico Filippo Rossi fa un quadro della situazione. Sincero, a tratti entusiasta e a tratti melanconico. Entusiasta per le dimensioni che ha preso la sua creatura, Caffeina, nel panorama italiano e non solo: “Viterbo è la città ideale per un festival del genere. Lo sospettavamo, e abbiamo avuto ragione. Caffeina è cresciuta grazie a quello che i viterbesi ci hanno chiesto, quello che hanno voluto. Non è più soltanto un festival letterario, ma un grande assembramento culturale, con tante cose per tutti i gusti”. Ma non è solo questo che sottolinea Rossi.

Il guru, l’ispiratore, il fondatore, conosce benissimo lo stato dell’arte. Cioé che Caffeina sta crescendo tanto, forse troppo: “Raddoppia ogni anno, dalla prima edizione, quando eravamo un gruppo di amici che si vedeva in piazza, coi motorini e le macchine pargheggiate fuori, a quella cosa enorme e bellissima di oggi”. E dunque si prospetta un bivio, una scelta, da valutare: “Abbiamo di fronte a noi due ipotesi – ha ammesso Rossi – Quello di fare un salto di qualità, e di diventare un punto di riferimento assoluto, oppure di ridurre le nostre ambizioni, di tornare ad essere uno dei tanti festival culturali d’Italia, giusto per dire che anche noi, viterbesi, leggiamo qualche libro. Bene – ha concluso Rossi con una dichiarazione che è tutto un programma -, nel primo caso, io darò tutto me stesso per questo progetto. Nel secondo caso, invece, non ci sarò”.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Optiamo per il baratro, dove Filippo Rossi da Trieste potrà ritrovare i suoi più recenti riferimenti politici Gianfranco Fini e Mario Monti.

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