26092017Headline:

“Sbrigatevi che c’ho i polmoni affumicati”

Palazzo dei Priori

Palazzo dei Priori

Allora, signor Centro Storico, come va?

“Cough, cough”.

Cos’ha? Sta male? E’ raffreddato?

“Magari. Sono trent’anni che ho i polmoni rovinati. Ho più catrame io dentro che Silvio sulla testa”.

Bella, la battuta. Ma la sua non sembra tosse da fumatore.

“Infatti. Mai fumato, io. A parte qualche cannetta da ragazzo, sa, negli anni Sessanta…”

Allora perché ha i polmoni distrutti?

“Per tutte queste macchine che mi passano sopra. Mi attraversano, mi trafiggono”.

L’assessore Ricci vuole chiuderla al traffico.

“E sarebbe pure ora, cribbio. Una cosa che andava fatta almeno vent’anni fa”.

Come a Siena. Come a Perugia. Come in Ascoli.

“Oh yes. Amici miei, quei centri, quasi parenti. Quanto li invidio: stanno bene, sono vigorosi, sempre in forma. Quando andiamo al mare, una settimana nella d’estate a Sharm, loro sempre a correre sulla spiaggia, a fare immersioni, a fumare il narghilè. Polmoni d’acciaio. Io li guardo, e rosico”.

Tranquillo. Tra qualche mese potrà farlo anche lei. Forse la chiuderanno già da prima di Natale.

“Speriamo il prima possibile. Ho letto, sa, che qualcuno in consiglio comunale ci ha provato: hanno proposto di spostare il provvedimento più in là, tipo per la prossima estate. Ma dico, siamo impazziti? Quanto cavolo debbo aspettare, ancora? E’ una tortura, ecco cosa. E i cittadini, quanto cavolo dovranno aspettare?”

Guardi che non tutti i viterbesi sono d’accordo con la chiusura del traffico.

“Lo so, ma parliamo di una piccola minoranza. I furbetti che alle otto di sera aspettano come belve che il Corso venga aperto alle auto. Per fare un cavolo di giretto fino a piazza delle Erbe e guardare i culi delle commesse che abbassano le saracinesche dei negozi”.

In effetti, lo spettacolo merita. Giro pollo, lo chiamano.

“Lei è un porco. Oppure quegli altri, quelli che imboccano porta Romana, scendono giù per Fontana Grande e il Comune, e girano per piazza San Lorenzo. Ma farlo a piedi, no? Ci vuole per forza il Suv da settantamila cavalli, comprato in leasing, e intestato alla nonna? Ridicoli”.

Ma guardi che qui non parliamo solo di chiusura al traffico.

“Ce lo so. Ho letto. Il sor Alvaro dice che la sua è una delibera con provvedimenti di riqualificazione e di rilancio del centro storico. Il mio commento non cambia: era ora, sbrigatevi”.

Per esempio, rilanciare il commercio. Meno cinesi, più negozi di qualità.

“Ma guadi che io non ce l’ho mica con i cinesi. Adoro gli involtini primavera e uso le bacchette per depilarmi le sopracciglia. Non è questo il discorso, io con i cinesi convivo bene. Sicuramente meglio rispetto a quello che mi combinano certi commercianti viterbesi”.

Ha visto quello che ha protestato in consiglio comunale contro la chiusura?

“Una vecchia conoscenza. E non solo mia. Ma dico: non lo capiscono che la chiusura del centro sarebbe una svolta per tutti loro? E’ arrivato il momento di chiedersi: che vogliamo fare da grandi? Ha presente coach Tony D’Amato?”

Chi?

“Al Pacino, in “Ogni maledetta domenica”, quel meraviglioso film sul football americano”.

E allora? Che c’entra col centro?

“Lui ad un certo punto fa un discorso alla squadra. Dice: o noi risorgiamo adesso come collettivo o saremo annientati individualmente”.

Lei intende “fare sistema”.

“Esatto. Ma un sistema virtuoso, tra tutte le componenti che hanno a cuore il centro. E non i commercianti da una parte, con la solita lobby che bada solo a far parcheggiare ovunque e far passare le macchine dappertutto solo per vendere un paio di scarpe in più”.

Sta esagerando.

“E no che non sto esagerando. Hanno fatto così per anni: pressioni, minacce, ricattucci a tutti quei politici che promettevano la chiusura del centro. Se tu chiudi, non ti votiamo e non ti facciamo votare. Se tu fai fare le multe, noi ti roviniamo. Ha sempre funzionato in questo modo, e non solo per il traffico”.

Okay. E le altre cose?

“Lo spostamento del mercato, una buona cosa, che può dare un senso a via Marconi, visto che un senso, il boulevard all’amatriciana, ancora non ce l’ha. Spostare gli uffici comunali da piazza del Plebiscito, idem con patate: siamo l’unico comune capoluogo che ancora non riesce a decentrare la burocrazia in periferia”.

E l’ornato?

“Bella parola, anche se non tutti hanno capito cosa significa. Certi pensano che siano una scienza per uccelli, tipo ornitologia. Invece si tratta di rendere decoroso il nostro centro, dalle facciate degli edifici, più o meno storiche, alle aiuole, i gazebo dei locali, i portoni dei magazzini. E la monnezza, certo. Fatevi un giro da me, vedrete che razza di porcherie”.

C’è poi la questione delle barriere architettoniche.

“Questo è l’aspetto che mi fa più male. E lo sa perché? Perché sento dire in giro che io, il signor Centro Storico, che sto qui da mille anni, che ho accolto papi e nobili, popolani e soldati, chierici e prostitute, ecco, io, con tutta questa esperienza di vita, non sarei accogliente nei confronti dei diversamente abili, o dei bambini in passeggino”.

Non è vero?

“No che non lo è. Ma che scherziamo? Sono la civiltà fatta quartiere. Io accoglierei tutti, per le vie e per le piazze, nei negozi e nei musei. Ma cosa ci posso fare se voi viterbesi mi avete ridotto così? Salvatemi, salvatevi, ma fate in fretta”.

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21   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Dichiarazione aggiuntiva del Signor Centro Storico: “Ma che fine ha fatto quel tale Filippo Rossi da Trieste, che durante la campagna elettorale diceva di volermi curare e risanare?”.

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