21092017Headline:

Tutti sul carro del rivoluzionario

Alvaro Ricci

Alvaro Ricci

Per circa vent’anni nessuno ha avuto il coraggio di farlo. Fece qualche timido tentativo Marcello Meroi, primo sindaco della seconda Repubblica, ma fu travolto dalle proteste e allora pensò che sarebbe stato molto meglio tirare a campare, vista la sua intenzione di non ricandidarsi (come poi fece) per un secondo mandato. Giancarlo Gabbianelli, sul soglio massimo di palazzo dei Priori per ben nove anni, non prese mai in considerazione l’idea, dovendosi dedicare alle società partecipate e al green style di via Marconi. Giulio Marini infine, ha dovuto interessarsi più che altro degli equilibri precari della sua maggioranza (particolarmente frizzicosa) e l’ideuzza l’aveva covata per quel secondo mandato che i viterbesi non gli hanno concesso.

E adesso? E adesso che Alvaro Ricci, sempre più corsaro, ha preso il coraggio a due mani ed è partito lancia in resta, ecco che la futura chiusura alle auto del centro storico di Viterbo comincia ad avere molti padri.

“Abbiamo votato a favore delle linee guida per la valorizzazione del centro storico proposte dall’assessore Ricci – recita una nota del Pdl (o Forza Italia, fate voi) – perché siamo certi che questa iniziativa rappresenti una continuità con quanto iniziato dalla precedente amministrazione di Palazzo dei Priori. Quello che è stato illustrato in questi giorni è in realtà solo il completamento dei progetti Plus: grazie a 13 milioni di euro di fondi europei e regionali portati a Viterbo dalla giunta Marini, infatti, è stato possibile ragionare su un sistema infrastrutturale alternativo all’interno al centro storico, che così potrà essere riqualificato e liberato gradualmente dal traffico veicolare. Il programma votato in consiglio parte da lì ed è il riconoscimento politico del buon lavoro svolto dall’amministrazione Marini. Il futuro della nostra città non può prescindere da queste progettualità e come gruppo di Forza Italia pretenderemo che tutti i passaggi che seguiranno le linee guida approvate oggi siano caratterizzati da un nuovo doppio confronto, in commissione e in consiglio comunale. L’iter che ha portato alla condivisione odierna dovrà necessariamente essere lo stesso anche in futuro, perché lo sviluppo futuro di Viterbo affonda le sue radici nel recente passato amministrativo di questa città”.

Bene. Ma la soddisfazione si estende anche in casa FondAzione, La Mia Tuscia e Viterbo che lavora, che all’unisono affermano: ““Siamo particolarmente contenti perché sono state recepite tutte le nostre proposte. Di fatto – prosegue il novello trio Lescano – l’amministrazione comunale ha inserito nel maxi emendamento tutte  le proposte che fanno parte del progetto alternativo presentato lunedì scorso delle tre realtà civiche di Viterbo”.

“Si tratta di una azione con la quale si concretizza un provvedimento che Fondazione sostiene da sempre: ossia la chiusura graduale del centro storico che, tra le altre cose, permetterà finalmente di renderlo fruibile ai cittadini e ai turisti senza dover fare slalom tra le macchine – ha affermato il presidente di Fondazione, Francesco Oddo – già ai tempi della campagna elettorale portammo avanti questa battaglia nata per rendere più vivibile il nostro centro”.

“Dopo tre anni di duro lavoro – ha ribadito Renzo Poleggi de La Mia Tuscia – ce l’abbiamo fatta e le nostre proposte frutto di uno studio accurato sono state accettate dall’amministrazione. Ringrazio il consigliere Santucci per essersi fatto portavoce del nostro piano. Ciò testimonia che la decisione delle liste civiche di unire le forze e portare avanti insieme progetti rilevanti per migliorare la nostra città è giusta e proficua”.

Soddisfatto anche Ugo Biribicchi di Viterbo che lavora che, però, mette in guardia l’amministrazione comunale: “Sono state accolte le nostre proposte e ciò non può altro che farci gioire – ha affermato – ma quello conclusa è solo la prima tappa di un lungo cammino. Proprio per questo vigileremo sull’operato del Comune, per fa sì che il percorso trovi la giusta conclusione e non rimanga solo un sogno”.

Tutti felici e contenti, dunque, E tutti pronti a sottolineare “noi l’avevamo detto”. Ma per farlo ci voleva un pazzo come Ricci detto Alvaro. Piuttosto corsaro. Appunto.

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23   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Tanti padri=tanti figli di madre ignota.

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