22112017Headline:

Uno sportello disposto ad ascoltare

Bruna Rossetti

Bruna Rossetti

E’ nato a Viterbo il Sai, ovvero lo Sportello di Ascolto Integrato. Un servizio gratuito, destinato a cittadini maggiorenni residenti nel capoluogo e nel resto della provincia che affrontano condizioni di particolare disagio in ambito psicologico e sociale.

Ad istituirlo, il Centro per gli studi criminologici. “Il progetto – hanno spiegato Marcello Cevoli e Rita Giorgi, presidente e coordinatore scientifico del Csc – ha come finalità quella di offrire un  supporto alle persone e orientarle alla risoluzione delle problematiche. I campi di intervento si rivolgeranno alla tutela della persona (stalking, manipolazione psicologica, conflittualità familiare in presenza di minori); alle dipendenze comportamentali (patologia da gioco d’azzardo compulsivo, dipendenza sessuale da internet, dipendenza affettiva); alla tutela del lavoratore (mobbing, danni da stress lavoro-correlato/burn-out) e infine alla gestione della crisi socioeconomica (disoccupazione, Cassa Integrazione)”. ” Il Sai – hanno sottolineato presidente e coordinatore del Csc – sarà inoltre  strumento utile a sensibilizzare la popolazione del viterbese circa tali fenomeni, fornendo strumenti atti a favorirne la riconoscibilità”.

“Il Sai e l’attività del Csc – ha detto Bruna Rossetti, presidente di Confcooperative, di cui il Centro per gli studi criminologici è una delle cooperative associate – sono la dimostrazione che la cooperazione può essere forte e valida in tanti settori dando delle risposte significative con progetti nuovi gestiti con professionalità di rilievo. Un’iniziativa come lo Sportello di Ascolto Integrato – ha concluso – esprime infine un doppio valore: da una parte la voglia di continuare a fare impresa in un momento di crisi economica, dall’altra la volontà di diversificare collocandosi all’interno di un contesto associativo diverso andando incontro in maniera reale ad esigenze che caratterizzano sempre di più il mondo dell’impresa che giorno dopo giorno deve affrontare situazioni di emergenza con risvolti psicologici per chi li vive sulla propria pelle. Risvolti talvolta drammatici”.

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352   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Il primo a chiamare? Il bisognoso nonché ottuso superassessore Barelli. Gli hanno laconicamente risposto che per i trapianti di cervello ancora non sono attrezzati.

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