21102017Headline:

A proposito di megastore…

vizietto sexy shopAncora una volta Viterbo si dimostra città veramente attenta ai bisogni della collettività. Altro che Medioevo. I commercianti si lamentano perché si vende sempre meno? Ecco spuntare tre nuovi megastore. Troppe buche? Mettiamoci i palloncini. In giro non si trova mai un cacchio? Pronto un negozio di cacchi… Già. Perché la cosa è passata un po’ in sordina. Ma quelli di Viterbopost per onor di cronaca (solo per quello) sono andati a controllare. E c’è veramente. Ha aperto in zona stadio, per rimanere sul vago. Ed è estremamente tecnologico, nonché innovativo.

Il sito internet lo definisce “erotic boutique”. Per i tradizionalisti invece è semplicemente un sexy shop attivo tutto il giorno e tutto l’anno. Ma senza il fastidioso commesso che uno se lo sente col fiato sul collo fino all’uscita.

Una porta blindata assicura la privacy. Si striscia la tessera sanitaria – occorre aver superato i 18 – e la luce verde permette l’entrata (la rossa avverte che sta occupato). Varcata la soglia all’interno si è soli, o male accompagnati. Ed è un po’ come quando si comprano lattine e merendine. Coi distributori a molla. Prezzi in sovraimpressione. Buchino per gli spicci e ampio cassetto per prelevare il prodotto (che scende accompagnato da busta anonima).

Cosa si può acquistare? Di tutto. Diciamo di tutte le dimensioni. C’è roba per lui, per lei,  fragola&panna, per ambidestri e via dicendo. Film dallo scarso copione ma d’impatto. Cremine non abbronzanti. Lubrificanti. Anelli a pile. Lingerie. Gadget. E accessori che si guardano come quando uno vuole scrocchiare i muscoli del collo, senza comprenderne fino in fondo l’utilizzo (definiti sex toys).

In un angolo ci stanno pure due casseforti. Nel caso in cui non si è soddisfatti del pacchetto (o se  rimane incastrato nello scaffale elettronico) riponendo lo scontrino o l’arnese difettoso lì dentro si verrà rimborsati (previo accordo telefonico, che garantisce ancor più il volto coperto).

La cosa pare funzionare. Nonostante le temperature glaciali infatti, durante il sopralluogo, in meno di due ore sono passati ben quattro acquirenti (o curiosi, non è dato saperlo). La boutique fa parte di un circuito “a catena” studiato a tavolino da architetti e psicologi della Capitale. L’avviamento sta sui 34 mila euro. Si può scegliere tra oltre 12 mila prodotti selezionati ed economici (dicono). L’ambiente risulta caldo e accogliente (confermiamo). E senza dubbio non è un lavoro stressante come un bar o una falegnameria.

Cosa aggiungere. Non saranno beni di prima necessità. Ma magari solo peni di prima necessità.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Un Vizietto non fa primavera.

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