14122018Headline:

Aliquota più dolce per i nuclei familiari ampi

Il presidente della seconda commissione Livio Treta

Il presidente della seconda commissione Livio Treta

Si resta alla Tares, ma con accorgimenti particolari per cercare di andare incontro alle necessità delle famiglie numerose. Per quanto possibile, sia chiaro, visto che spesso anche le amministrazioni comunali vorrebbero ma non possono, a causa di tutta una serie di lacci e lacciuoli giuridici ed economici.

Ieri, comunque, in seconda commissione è venuta fuori qualcosa di interessante. Un abbattimento degli aumenti previsti dalla nuova tassa sui rifiuti e servizi, almeno nei confronti dei nuclei famigliari più ampi. Con gli attuali parametri, infatti, se una famiglia composta da una sola persona si troverebbe a risparmiare il 4 per cento rispetto alla precedente Tarsu, e l’aumento per i nuclei di due persone sarebbe “appena” del 40 per cento, ecco che per le famiglie di quattro persone l’aumento schizzerebbe al 40 per cento, per quelle di cinque al 70 per cento e per quelle di sei addirittura del 100 per cento.

Di qui dunque la proposta del presidente della commissione Livio Treta, di un aumento unico, forfettario, per le famiglie numerose (da quattro persone in su) che non superi il 35 per cento, tenendo conto anche delle metrature delle abitazioni. Più sono basse – e più le persone sono costrette e vivere in condizioni logistiche difficili – e più è giusto che paghino meno. Il sistema informatico, attraverso dei modelli matematici definiti, spalmerà le percentuali su tutti i contribuenti, assicurando la copertura economica della nuova Tares senza problemi per il bilancio comunale.

Una proposta che oggi pomeriggio verrà votata, e che potrebbe anche trovare il sostegno dell’opposizione, che pure aveva chiesto a gran voce il ritorno alla vecchia Tarsu (sull’esempio di quanto accaduto a Montalto di Castro, per dirne uno), ma che di fronte all’importanza “sociale” del nuovo provvedimento (in fondo si tratterebbe solo di salvaguardare le famiglie) potrebbe dire di sì. Oggi verranno anche discusse eventuali agevolazioni per le attività commerciali.

Va detto poi che esiste già un fondo di 100mila euro accantonato per le esigenze delle famiglie a basso reddito. Con quelle che non arrivano a dichiarare seimila euro l’anno che sono esentate dalla tassa e con forti riduzioni per le altre fasce più povere.

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