21112017Headline:

Bellezze e tipicità rapiscono i tedeschi

unesco In cantina

Dopo la presentazione presso la Provincia, il workshop “Ambasciatore del buon mangiare e del buon vivere nella Tuscia” è entrato nel vivo con due giornate intense di visite e degustazioni  presso i migliori ristoranti e presso le aziende di produzioni tipiche più significative della Tuscia.

Il progetto –  ideato dal Club Unesco Viterbo Tuscia, dall’associazione “Di Tuscia un po’” e dall’agenzia “Ombrellone” di Berlino – sta incontrando un grande successo sia tra le istituzioni pubbliche che tra gli operatori dell’enogastronomia della Tuscia.

Hanno infatti già dato il loro patrocinio ed hanno partecipato agli incontri di definizione del progetto vari attori istituzionali, tra cui la Regione, la Provincia e la Camera di Commercio, i sindaci dei Comuni di Viterbo, Acquapendente, Bagnoregio, Bolsena, Capodimonte, Castiglione in Teverina, Marta, Montefiascone ed hanno espresso apprezzamento l’Enit e l’ambasciatore d’Italia a Berlino, Elio Menzione.

Il progetto “Ambasciatore del buon mangiare e del buon vivere nella Tuscia”  prende spunto da una collaborazione con  la Brillat-Savarin-Schule di Berlino, la scuola di formazione per cuochi e operatori dell’ospitalità più grande della Germania (con oltre 5000 allievi), interessata ad organizzare per i propri studenti degli stage formativi nella Tuscia.

Nell’ambito del progetto, finanziato con i fondi del progetto europeo “Leonardo da Vinci”, gli allievi della scuola tedesca parteciperanno a stage formativi presso  strutture  selezionate e avranno l’opportunità di conoscere direttamente l’offerta turistica, gastronomica e culturale della provincia di Viterbo.

Gli stage avranno la durata di tre settimane e si terranno a maggio e a novembre di ogni anno a partire dal 2014. Al termine dei corsi i tirocinanti torneranno a Berlino e riferiranno delle loro esperienze nella Tuscia sia presso la Brillat-Savarin-Schule sia in occasione di meeting di presentazione appositamente organizzati. L’obiettivo del progetto è quello di formare ambasciatori del buon gusto, giovani che in base alle loro esperienze dirette possano promuovere più adeguatamente, a Berlino e nel Land di Brandeburgo, la cultura, la gastronomia, il turismo  e l’ambiente della Tuscia .
La visita in questi giorni del direttore Rudolf Enste, del vicedirettore Jürgen Dietrich e  del responsabile del settore “Go Europe” Carl Shuppan è finalizzata alla conoscenza delle potenzialità della Tuscia e alla selezione delle strutture che ospiteranno i tirocinanti.

La delegazione della Brillat-Savarin-Schule ha già visitato i seguenti ristoranti: “La Parolina” di Trevinano, “Il Pepe nero” di Capodimonte”, “La Fornacella” di Bolsena, “Da Gino al Miralago” di Marta, “Dante” e “La Capanna del pescatore” a Montefiascone, l’”Antico Frantoio” a Civita di Bagnoregio, “Il Castello” di Proceno.

Tra le aziende di  produzione: l’”Antica norcineria Morelli” di Castiglione in Teverina, il caseificio “Del Rio” di Bagnoregio, l’azienda ittica “Santa Marta srl” di Marta, la Cantina sociale di Montefiascone, il Bioforno “Il Sambuco” di Celleno, l’azienda agricola “Valle del Tione” di Bolsena/Castegiorgio, il “Casale del contadino” e il frantoio “Casasole” di Bolsena.

«I responsabili della Brillat-Savarin-Schule di Berlino – affermano Luciano Dottarelli, presidente del Club Unesco Viterbo Tuscia e Sante di Sorte, presidente dell’associazione “Di Tuscia un po’” – sono rimasti fortemente impressionati da questo primo incontro con la bellezza della Tuscia e con  la qualità delle sue produzioni. La valenza del progetto va molto oltre l’occasione formativa da cui nasce. Si tratta di una forma di promozione del territorio più efficace di quelle tradizionali, perché fa leva sull’esperienza diretta e sul passaparola, modalità che aggiungono una straordinaria forza persuasiva alla comunicazione».

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