25112017Headline:

Coldiretti e Bic Lazio puntano sulla rete

Andrea Renna

Andrea Renna

Un piccolo passo per l’uomo. Un grande passo per Viterbo. Forse. O meglio, occorre rimanere concentrati sul piccolo passo. Perché le cose fatte a regola d’arte si compiono un mattoncino alla volta. E guai a puntare al “tutto e subito”. Con spirito di crescita controllata e graduale nasce l’accordo tra Coldiretti e Bic Lazio. Protocollo di intesa ideato per sostenere la cultura di impresa e le realtà imprenditoriali, realizzando progetti in linea con i settori di specializzazione degli Incubatori ICult e IAgri. Progetto spalmato sui prossimi tre anni, attivo già da subito.

Si, ma come? Andiamo al pratico. “Per ora è poco, lo so – ammette col sorriso il direttore Coldiretti Andrea Renna – L’importante però era partire. Vengo da Roma, mi trovo nella città dei Papi solo da luglio. Ho notato delle lacune, non me ne voglia chi stava qua prima di me, che credo possano essere colmate”.

Scendendo quindi nello specifico, quali? “Questa zona può vantare i migliori agriturismi della regione – prosegue – e aggiungo di nuovo non me ne vogliano gli altri. Non parlo tanto di strutture, quanto di prodotti e servizi offerti. Siamo molti vicini alla Toscana, e si sente questo tipo di influenza. Manca, anzi mancava, una vetrina che potesse accorpare le potenzialità e renderle fruibili ai visitatori, nonché al turista”.

Ecco quindi che prende forma l’accordo col Bic. “Indubbiamente le due realtà (ICult e IAgri, ndr) rappresentano il luogo fisico perfetto al fine di far promozione. Accorpando infatti turismo e agroalimentare si può offrire un pacchetto completo. Si fa rete, per entrare nello specifico. E si presenta un prodotto consistente nonché qualitativo. Anche sul mercato virtuale”.

Viterbo quindi, e la Tuscia tutta, volgono lo sguardo al micro-turismo, quello non invasivo. “E’ la politica che si sta seguendo un po’ in tutto lo Stivale – chiude Renna – Anche su Roma si è arrivati alla stessa conclusione guardando Bracciano. Il consumatore ha molta più attenzione nei confronti dell’etichetta, dell’azienda, del ‘tipico’ e del biologico. Siamo certi di aver imboccato la strada giusta. Fermo restando che rimaniamo aperti a qualsiasi altro tipo di collaborazione. Campagna amica, che ormai è una realtà consolidata, ne è una dimostrazione pratica nonché parte integrante degli intenti appena descritti”.

 

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    E il coldiretto per diletto Paolo Simoni, ovvero la testa più lucida di Palazzo dei Priori, che dice?

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